Un po' di luce
Kami nour
Dove vederlo
In sala - Dal 01/10
Durata
87
Formato
Regista
Dopo l’arresto e la chiusura del suo ambulatorio, un medico iraniano (Missagh Zareh), disilluso, perde ogni fiducia nel futuro. Deciso a porre fine alla propria vita, trascorre un’ultima giornata con i fratelli e la madre, per prepararli alla sua scomparsa.
Ci sono indubbiamente echi de Il sapore della ciliegia di Abbas Kiarostami in questo film che parla di un uomo che sta cercando il momento e il posto giusto per suicidarsi. La poetica di Kiarostami si unisce però all’impegno politico di Jafar Panahi e Mohammad Rasoulof, giusto per fare qualche nome, in questa pellicola così rigorosa da un punto di vista formale da rischiare di risultare anche troppo statica. Le inquadrature sono un po’ schematiche, ma al loro interno si muove una storia davvero intensa, fatta di sguardi e di silenzi, molto più che di parole, in cui il nucleo famigliare del protagonista cercherà di riconciliarlo con la vita attraverso il loro affetto e la vicinanza. Non è un caso che i personaggi arrivino spesso a guardare dentro l’occhio della cinepresa, portandoci così a provare le sensazioni di un uomo che non riesce più a capire il mondo che lo circonda. È un vero e proprio instant-movie Un po' di luce (diversi sono anche i riferimenti alla minaccia americana di Trump), un film che conferma il talento di Asgari dopo La bambina segreta, Kafka a Teheran e Divine Comedy. Tutte pellicole riuscite, a cui si aggiunge anche questo film, che cresce alla distanza arrivando a un finale fortemente toccante. Presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia.