All of a Sudden
Soudain
Premi Principali
Premio per la miglior interpretazione femminile al Festival di Cannes 2026
Durata
197
Formato
Regista
Marie-Lou (Virginie Efira), direttrice di una casa di riposo per anziani all'avanguardia a Parigi, si impegna a introdurre una filosofia assistenziale innovativa basata sull'ascolto e sul rispetto della dignità degli ospiti, nonostante la resistenza di parte del suo staff. L'incontro con Mari (Tao Okamoto), una regista teatrale giapponese che lotta contro il cancro, cambierà profondamente il suo percorso.
Dopo aver adattato Murakami con lo splendido Drive My Car (2021), Prix du scénario a Cannes e Oscar al Miglior film internazionale, e aver partecipato al concorso di Venezia con l'enigmatico Il male non esiste (2023), Ryūsuke Hamaguchi torna sulla Croisette con un grande film liberamente ispirato al reale scambio epistolare tra la filosofa Makiko Miyano e l'antropologa medica Maho Isono, pubblicato nel libro You and I – The Illness Suddenly Get Worse. Ambientato in Francia e in Giappone, il film è un potente racconto di più di tre ore, poetico e illuminante, che abbraccia temi delicatissimi con una naturalezza disarmante, concentrandosi sulla parola, sulla forza dei sentimenti e sul senso di appartenenza a un disegno universale fatto di solidarietà e sguardo verso il futuro. A partire da un finissimo discorso linguistico, Hamaguchi fa della contemporaneità un universo da capire prima ancora che da preservare: la contrapposizione tra lo stile di vita e la filosofia orientale si affianca alle tipiche dinamiche della cultura occidentale (straordinario il "saggio" sul capitalismo), in un'atmosfera di sentita umanità. La sensibilità nella scrittura lascia senza parole, tanto è percepibile la capacità di far scorrere sullo schermo temi impegnativi (la malattia e la morte, in primis) con rigore assoluto e delicata chiarezza espositiva. A rendere il film davvero importante è, in particolar modo, la profonda e solidale amicizia tra le due protagoniste, "estranee", nonostante sembrino conoscersi da una vita, che uniscono le forze in una comune battaglia per "rendere possibile l'impossibile". Tra le tante sequenze da ricordare, è d'obbligo citare almeno la rappresentazione teatrale recitata dall'attore Gorō (Kyōzō Nagatsuka) e la lunga passeggiata tra Marie-Lou e Mari a Parigi. Presentato in concorso al Festival di Cannes 2026, dove le bravissime Virginie Efira e Tao Okamoto si sono divise il Premio per la miglior interpretazione femminile.