At the Sea
At the Sea
Durata
111
Formato
Regista
Laura (Amy Adams) torna dalla sua famiglia dopo aver passato un periodo in riabilitazione a causa dell’alcolismo. Il suo rientro, però, è diverso da come si aspettava: il marito appare indeciso se tornare a fidarsi di lei; la figlia adolescente la tratta con forte ostilità; il figlio piccolo rimane inizialmente distaccato da lei. I giorni al mare saranno per Laura un modo per provare a capire chi è veramente e quanto possono essere importanti le relazioni con chi le sta intorno.
Sei anni dopo Pieces of a Woman, Kornél Mundruczó torna a raccontare una psicologia femminile frantumata, fatta a pezzi dai traumi del passato e dalle incertezze di un presente in cui non riesce più a capirsi e a capire chi la circonda. C’è ancora il tema della maternità – anche se in questo caso la protagonista è una donna di mezz’età – ma anche quello dell’essere figli, visto il peso che Laura sente nei confronti della figura paterna, una sorta di celebrità in quel mondo della danza che ha coinvolto così tanto anche lei. Come spesso succede nel suo cinema, Mundruczó si innamora troppo delle immagini e punta su un montaggio esagitato in cui i costanti flashback finiscono soprattutto per irritare. Il regista ungherese avrebbe anche talento (non mancano sequenze davvero degne di nota) ma finisce sempre per sprecarlo un bel po’ vista la scarsa delicatezza con cui tratta temi piuttosto complicati. Il risultato è altalenante, tra momenti toccanti e altri fiacchi o sopra le righe. Amy Adams, però, è bravissima, ma la sua prova serve soltanto in parte a rialzare le sorti di un’operazione che si dimentica in fretta al termine dei titoli di coda. Presentato in concorso al Festival di Berlino.