L'estranea
Dove vederlo
In sala - Dal 08/10
Durata
115
Formato
Regista
Una donna (Jasmine Trinca) si presenta all’improvviso a casa della propria figlia (Romana Maggiora Vergano) per raccontarle la verità sulla loro famiglia, segnata da un patto stretto molti anni prima con un’estranea.
Un anno dopo La valle dei sorrisi, Paolo Strippoli torna dietro la macchina da presa per un film che abbraccia il genere horror-fantasy per raccontare una disgregazione famigliare e, soprattutto, una madre che prova ad avere il controllo totale sui propri figli. Il modello è evidentemente Faust di Goethe, attraverso la figura luciferina interpretata da Valeria Bruni Tedeschi, ma anche I Buddenbrook di Thomas Mann in relazione alla caduta del nucleo borghese, mentre a livello cinematografico si può facilmente pensare a Il sacrificio del cervo sacro di Yorgos Lanthimos. Quando il film punta eccessivamente sul grottesco la mano di Strippoli si fa un po’ pesante, soprattutto con l’approssimarsi della conclusione, mentre la gestione delle sezioni più “realistiche” della pellicola è in buon equilibrio e va sottolineato che la prima mezz’ora del film è girata con tempi tecnici sostanzialmente perfetti. Qualche limite in più, invece, è relativo alla scarsa originalità complessiva di diversi passaggi e a una certa ridondanza generale, ma dall’altra parte va comunque tenuto conto che il coinvolgimento si mantiene alto fino alla fine e il risultato è un prodotto imperfetto ma capace di offrire un buonissimo intrattenimento. Curioso inoltre che Strippoli continui a utilizzare l’elemento atmosferico come allegoria di traumi tenuti nascosti fino a quel momento e poi pronti a esplodere. Buon lavoro del cast, in cui svetta Jasmine Trinca nei panni di una figura materna in apparenza disposta a tutto pur di difendere la propria famiglia e che nella pratica si rivelerà attenta invece a difendere soprattutto se stessa. Presentato in concorso alla Mostra di Venezia.