Mio fratello è un vichingo – The Last Viking
Den sidste viking
Durata
116
Formato
Regista
Dopo aver scontato quindi anni di carcere per una rapina, Anker (Nikolaj Lie Kaas) viene finalmente rilasciato. Con il passato ancora vivo nella mente e il peso del tempo sulle spalle, si mette subito in cerca dell’unica persona che può aiutarlo a chiudere i conti con quella vecchia storia, suo fratello Manfred (Mads Mikkelsen). È infatti lui l’unico a sapere dove sia nascosto il bottino del colpo che ha condannato Anker alla prigione. Ma qualcosa è cambiato: durante gli anni della detenzione, Manfred ha sviluppato una grave malattia mentale che gli ha fatto perdere la memoria e ora non ricorda più dove si trovi il nascondiglio.
Cinque anni dopo Riders of Justice, il bravo sceneggiatore danese Anders Thomas Jensen torna nuovamente dietro la macchina da presa per dare vita a una commedia nera totalmente nelle sue corde. Non c’è però soltanto quel registro narrativo all’interno di questa pellicola che unisce aspetti cupi ad altri grotteschi, ironia e malinconia, dando vita a una sorta di viaggio simbolico di due fratelli che riattraverseranno i luoghi dell’infanzia e del passato per cercare di ricostruire i loro ricordi e trovandosi così ad affrontare anche segreti sepolti e dolori mai affrontati. Jensen mette tanta carne al fuoco, forse anche un pizzico troppa, ma riesce comunque a dosare con attenzione gli ingredienti alla base di una narrazione che ragiona soprattutto sui temi dell’identità e della redenzione. Se durante la visione c’è qualche calo di ritmo evitabile, colpisce ugualmente l’efficace scrittura dei due personaggi principali, ben tratteggiati e ancor meglio interpretati da Nikolaj Lie Kaas è da un Mads Mikkelsen in stato di grazia: la sua maschera, che può ricordare addirittura Buster Keaton, conferma l’ampia versatilità di questo interprete capace di offrire prove sempre intense e sfaccettate. Il film è stato presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2025.