Un peu avant minuit
Un peu avant minuit
Durata
107
Formato
Regista
Sul punto di separarsi dalla compagna, con la quale convive nella Francia orientale, il quarantanovenne Léo (Melvil Poupaud) apprende della morte del padre biologico, che non ha mai conosciuto. Prima di partire per l’Italia, dove dovrà sbrigare le pratiche ereditarie, trascorre alcuni giorni a Parigi per fare un bilancio della propria vita. Tra conversazioni con la figlia attivista (Clara Pacini) e incontri con i fantasmi del passato, comincia a interrogarsi sulla sua stessa esistenza e, soprattutto, sul suo rapporto con le donne.
Giunto al suo quarto lungometraggio, il regista francese Nicolas Pariser prosegue il suo percorso autoriale all’insegna della riflessione di stampo politico. Al centro del racconto troviamo questa volta Léo, uno scrittore impegnato a rileggere la propria vita sentimentale alla luce dei profondi mutamenti culturali e politici innescati dall’onda del #MeToo. Pariser sviluppa così il film attorno a una serie di confronti tra il protagonista e alcune donne che hanno attraversato la sua vita, affidando alla parola, e soprattutto al confronto dialogico, il compito di interrogare il presente e mettere in discussione una certa idea di mascolinità. Con il passare dei minuti, tuttavia, l’impressione è quella di vedere un film fin troppo compiaciuto del proprio parlare di politica, molto più interessato a portare avanti le proprie tesi sul presente piuttosto che tradurle davvero in un’effettiva analisi attraverso la forma cinematografica. Le lunghe (e verbose) conversazioni che si protraggono per i boulevard parigini assumono fin da subito un carattere troppo didascalico, incapace di imprimere una riflessione politica davvero mordace sul presente. Non manca qualche interessante elemento di riflessione che finisce però per risultare troppo annacquato nello schematismo generale. Notevole, in ogni caso, la prova di Melvil Poupaud, sempre in parte nel ruolo di un uomo costretto a mettere in discussione se stesso e la propria identità. Presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2026.