Imprevisti digitali
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2020
In sala
dal 15/10
Paesi
Francia, Belgio
Generi
Drammatico, Commedia
Durata
110 min.
Formato
Colore
Registi
Benoît Delépine
Gustave Kervern
Attori
Blanche Gardin
Denis Podalydès
Corinne Masiero
Benoît Poelvoorde
In un quartiere della provincia francese, le storie di tre vicini di casa di mezza età s’intrecciano per via del loro rapporto con la tecnologia. Tra social media, sex tape, consegne a domicilio, serie televisive e intelligenze artificiali fortemente ingannevoli, il confine sempre più sottile tra realtà e realtà virtuale rischia di annebbiare il senno dei protagonisti.

A due anni di distanza dal precedente I Feel Good, la coppia di registi formata da Benoit Delépine e Gustave Kervern torna a far sorridere con una commedia calzante e feroce, tipica del loro sguardo cinematografico. Imprevisti digitali usa lo spunto narrativo della tecnologia per raccontare una profonda solitudine umana covata nelle periferie francesi dove, prima che scontrarsi con l'evoluzione scientifica, gli abitanti devono imparare a fare i conti con se stessi e le loro relazioni. Si ride molto durante lo scorrere dei minuti e gli autori sono bravi nel riuscire a seguire parallelamente le tre linee narrative, inventando per ognuna di esse trovate ficcanti e agrodolci in grado di stimolare riflessioni accurate. Purtroppo però, a lungo andare, il film assume una piega sempre meno credibile ed eccessivamente sopra le righe in cui non tutto torna come dovrebbe. Il climax nevrotico e ossessivo dei personaggi diventa un po' eccessivo sul finale, mentre la patina più quotidiana, sincera e cinica della prima parte viene meno, preferendo scomodare i grandi colossi dell'industria come la Silicon Valley di San Francisco. Detto questo, però, Imprevisti digitali rimane una commedia interessante e abbastanza riuscita, capace di mettere ognuno di noi di fronte alle proprie scelte e ai propri errori che, se potranno in qualche modo essere cancellati dalla cronologia del web, sicuramente non verranno mai eliminati dalla nostra memoria e dalla nostra coscienza. Presentato in concorso al Festival di Berlino 2020, dove ha vinto il premio speciale Berlinale 70.
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