Diabolik – Ginko all'attacco!
2022
Paese
Italia
Genere
Giallo
Durata
111 min.
Formato
Colore
Registi
Antonio Manetti
Marco Manetti
Attori
Giacomo Gianniotti
Miriam Leone
Valerio Mastandrea
Monica Bellucci
Alessio Lapice
Pier Giorgio Bellocchio
Un piano apparentemente perfetto per Diabolik (Giacomo Gianniotti) ed Eva Kant. Ma non sanno che dietro questo colpo si nasconde una trappola dell’astuto ispettore Ginko (Valerio Mastandrea), che mette a dura prova il loro legame. Tradita dal Re del Terrore, Eva decide di vendicarsi, proponendo all’ispettore di collaborare alla cattura di Diabolik. Una decisione difficile per Ginko che deve anche affrontare l’arrivo di Altea (Monica Bellucci), duchessa di Vallenberg…

Secondo capitolo dei Manetti Bros. dedicato al celebre fumetto delle sorelle Angela e Luciana Giussani, Diabolik - Ginko all’attacco!, per esplicita ammissione e volontà degli autori, non è da intendersi come il secondo capitolo di una trilogia unitaria, ma come il secondo di tre film a sé stanti e, per così dire, “monografici” (analogamente a come i singoli fumetti potevano essere di fatto considerati, se presi singolarmente, dei romanzi a sé stanti). Non è un caso, dopotutto, che Diabolik, nei cui panni Giacomo Gianniotti ha rimpiazzato Luca Marinelli, a questo giro appaia davvero col contagocce, di fatto solo in una manciata di scene, per timbrare il cartellino con la sua “irrappresentabile” presenza e lasciare spazio pressoché interamente alla prospettiva dell’ispettore Ginko, nuovamente interpretato da un Valerio Mastandrea al quale viene concesso tantissimo minutaggio in più. I limiti e le forzature del primo film restano tuttavia intatti, e se possibile vengono amplificati e peggiorati dalla riproposizione pedissequa del medesimo impianto strutturale: più che davanti a un lungometraggio fluido e organico, la sensazione è sempre quella di ritrovarsi al cospetto di un fumetto anni 60 fatto e finito, il cui décor tanto millimetrico quanto irrimediabilmente posticcio finisce però col chiamare fuori qualunque spettatore che non sia un cultore di stretta osservanza del Diabolik su carta (l’unico tipo di pubblico per il quale l’operazione appare pensata, in buona sostanza). La recitazione forzatamente meccanica e glaciale trova un’applicazione decisamente infeconda in un attore di stampo notoriamente naturalista come Valerio Mastandrea e la radicalizzazione dimensione da detection story della caccia a Diabolik, pressoché assoluta e prelevata dal sedicesimo albo del fumetto delle Giussani Ginko all’attacco, aumenta a dismisura lungaggini, ingessature posticce e sbadigli, rendendo i personaggi delle silhouette sempre più pallide e il film un punto di passaggio interdetto e interlocutorio in una trilogia dalle alte ambizioni ma dagli esiti decisamente ridimensionati. Particolarmente rivedibili, in mezzo a una direzione d’attori particolarmente deficitaria, l’accento francofono di Monica Bellucci, che sembra riprodurre le imitazioni e parodie televisive ai suoi danni, e la recitazione di Alessio Lapice e Linda Caridi, i cui personaggi formano idealmente la terza coppia di innamorati dopo Diabolik-Eva Kant e Ginko-Altea. Curiosità (s)cult: alcuni poliziotti messi in scena hanno i nomi di vecchi allenatori “vintage” di Roma e Lazio, come Zeman ed Erikssson. Diodato raccoglie il testimone da Manuel Agnelli ed esegue la canzone dei titoli di testa, Se mi vuoi, d’impronta sfacciatamente bondiana. Musiche di Pivio e Aldo De Scalzi e cameo dell’amministratore delegato di Rai Cinema Paolo Del Brocco. Soggetto dei Manetti Bros. e Mario Gomboli, mentre sceneggiatura reca la firma dei Manetti Bros. e Michelangelo La Neve, fumettista e collaboratore dei Manetti in scrittura anche per Song’e Napule (2014), L’ispettore Coliandro e Ammore e malavita (2017), scomparso nel gennaio 2022 e al quale il film è dedicato. 
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