Dopo l'amore
L'économie du couple
2016
Paesi
Francia, Belgio
Genere
Drammatico
Durata
100 min.
Formato
Colore
Regista
Joachim Lafosse
Attori
Bérénice Bejo
Cédric Kahn
Marthe Keller
Jade Soentjens
Margaux Soentjens
Francesco Italiano
Dopo quindici anni di matrimonio, Marie e Boris (Bérénice Bejo e Cédric Kahn) decidono di divorziare. Dal momento che Boris non può permettersi un'altra casa, devono continuare a vivere insieme: una situazione molto complicata perché nessuno dei due è disposto a cedere, dividendosi tra le risorse economiche da gestire e l’educazione delle loro bambine. Il regista belga Joachim LaFosse costruisce, intorno alla coppia composta da Kahn e dalla Bejo, un efficace mélo sulla crisi delle relazioni contemporanee, tutto giocato su un’asciuttezza di sguardo e di tono che evita con cura i toni enfatici per lavorare sul grigiore del quotidiano e sulle sfumature più dolorose e scomode di un rapporto sentimentale allo stremo. Una scelta espressiva tutt’altro che furbamente minimalista quanto intenzionata, piuttosto, a lavare via gli orpelli e le sovrastrutture, la retorica e le scene madri, la patina convenzionale e urlata di certo cinema borghese e la stereotipia di tante sceneggiature analoghe. Più che collocarsi dopo l’amore, come recita il più didascalico titolo italiano, il film di Lafosse si situa in quel deserto affettivo in cui l’amore è ridotto a corpo morto senza più gravità, costretto a orbitare a ridosso dei bassifondi morali e degli istinti più egoisti e prevaricatori di entrambi i membri della coppia. Di Marie e Boris ci rimangono addosso le scorie private, ma anche il fuori campo di un amore che non vediamo sullo schermo e che pure ci suona, a distanza, come fortissimo, anche se schiacciato sotto il peso del dato oggettivo e della gelida ripicca, pecuniaria e non. Un film pieno di ellissi, di sguardi languidi e sospesi (a volte eccessivi ma comunque necessari) e di un’innegabile vena autoptica, che anche quando preme il pedale sull’acceleratore della commozione non rischia mai di sbandare. E sono diversi i momenti che colpiscono al cuore: la sequenza del ballo di famiglia sulle note di Bella di Maître Gims, una scena dalle conseguenze inaspettate e destabilizzanti, è in tal senso l’apice emotivo del film. Presentato al Festival di Cannes alla Quinzaine des Réalisateurs 2016 e nella sezione Festa Mobile del 34° Torino Film Festival.
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