Pier Paolo

Pasolini

5 marzo 1922, Bologna — 2 novembre 1975, Ostia
Premi Principali
Orso d’oro al Festival di Berlino 1972
Poeta, scrittore, regista, sceneggiatore, drammaturgo e giornalista italiano. Figlio del tenente di fanteria Carlo Alberto e di Susanna Colussi, maestra elementare. Personalità tra le più influenti della cultura italiana del XX secolo, è intellettuale e polemista e figura scomoda e controversa per le sue posizioni sui consumi di massa e la società. La sua omosessualità, mai nascosta e apertamente dichiarata, è una componente decisiva della sua figura pubblica. Dopo l’espulsione dal PCI per uno scandalo legato al sospetto di corruzione di minorenni, decide di trasferirsi insieme alla madre a Roma, città nella quale conosce da vicino la vita delle borgate romane e si dedica all’attività di romanziere. Nel 1957 Federico Fellini lo chiama per stendere, insieme a Sergio Citti, i dialoghi in romanesco de Le notti di Cabiria. Da quel momento inizia a scrivere a tempo pieno per il cinema, collaborando con Mauro Bolognini, Francesco Rosi e Florestano Vancini. Carlo Lizzani lo fa esordire come attore nel 1960 ne Il gobbo. Nel 1961 dirige il suo epocale esordio, Accattone, che racconta i “ragazzi di vita” già al centro di un suo celebre romanzo. Il film viene inizialmente rifiutato dai produttori, genera polemiche alla Mostra del Cinema di Venezia ma sancisce al contempo una definitiva e netta separazione dal neorealismo. Tra le opere cinematografiche successive spiccano Mamma Roma (1962) con protagonista Anna Magnani, l’episodio La ricotta del film collettivo Ro.Go.Pa.G. (1963) con Orson Welles, il documentario La rabbia (1963) realizzato con Giovanni Guareschi e Il vangelo secondo Matteo (1964), fedele trasposizione delle Sacre Scrittura che fa di Gesù Cristo un rivoluzionario ante litteram e ottiene tre nomination all’Oscar (scenografia, costumi, colonna sonora) e il Leone d’argento alla Mostra del Cinema di Venezia. Seguiranno: Uccellacci e uccellini (1966), con Totò e Ninetto Davoli; Edipo re, con il Franco Citti di Accattone nei panni dell’eroe tragico; Teorema (1968), per il quale Laura Betti vince la Coppa Volpi a Venezia; Porcile (1969) e, nello stesso anno, Medea, secondo e ultimo film di Pasolini sulle tragedie dell’antica Grecia con Maria Callas. Realizza in seguito la cosiddetta “Trilogia della vita”, inaugurata da Il Decameron (1971), al quale seguono I racconti di Canterbury del 1972 e Il fiore delle mille e una notte del 1974. Dopo questo trittico Pasolini intendeva girare una speculare “Trilogia della morte” che ne facesse da contraltare: ne dovevano fare parte Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975), l’unico film realizzato e con ogni probabilità il suo massimo capolavoro cinematografico, tutto incentrato sulla dicotomia tra sesso e morte e sulla congiunzione disperata tra Marx e Freud, il vociferato Porno-Theo Kolossal e un terzo capitolo rimasto senza nome. La mattina del 2 novembre 1975 Pasolini viene trovato morto a via dell'Idroscalo ad Ostia, sul litorale romano. Quella stessa notte i carabinieri fermano Giuseppe Pelosi, che confessa l’omicidio, per poi ritrattare la sua versione e sposare quella dell’aggressione di gruppo proposta da Marco Tullio Giordana in Pasolini, un delitto italiano (1995). Abel Ferrara gli ha dedicato un film discutibile, Pasolini (2014), con protagonista Willem Dafoe.
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