Biografía de Jorge Luis Borges
Biografía de Jorge Luis Borges
Durata
330
Formato
Regista
Una biografia di Jorge Luis Borges costruita a partire da un’approfondita ricognizione delle carte che ha lasciato, dei libri che ha letto e dei luoghi che ha attraversato. Un tentativo di decifrare una vita singolare: quella di un uomo che ha vissuto come un guerriero clandestino, la cui causa era la letteratura, concepita al tempo stesso come un regno e un paesaggio.
Quando un gigante assoluto della storia della letteratura incontra un genio del cinema contemporaneo: Jorge Luis Borges e Mariano Llinás, un connubio ambizioso, epico che si trasforma in una visione che fa pensare quanto tutti i documentari biografici dovrebbero essere fatti in questo modo. Anche per chi conosce il cinema di Llinás c’è da stupirsi perché il grande regista argentino, autore del bellissimo Historias extraordinarias (2008) e dell’indimenticabile La flor (2018), è riuscito a superarsi con una produzione di una complessità sconvolgente, eppure realizzata con una levità di scrittura da far impallidire. Biografìa de Jorge Luis Borges è, innanzitutto, un’operazione di stratificazione del concetto di storytelling tra le più significative del cinema del Nuovo millennio, un documentario diviso in tre parti in cui Llinás torna a utilizzare questo registro narrativo per parlare di artisti, come già fatto in passato in Clorindo Testa (2022) o in Triptico de Mondongo (2024). Quello che ha creato non è soltanto un lungometraggio, ma un vero e proprio viaggio fatto di traiettorie sempre impreviste, di sentieri poco battuti dal linguaggio cinematografico: è un’esperienza in cui il regista e il suo gruppo del Pampero Cine vanno a esplorare i luoghi dove Borges ha vissuto, giocando a fare i detective e provando a raccogliere indizi e (false?) piste nella speranza di arrivare al centro dell’arte di uno scrittore tanto monumentale quanto controverso. La prima parte, soprattutto, utilizza un’ironia semplicemente devastante per la potenza di scrittura, riuscendo a non prendersi mai sul serio nonostante stia realizzando una ricerca di enorme portata: entrare in Biografìa de Jorge Luis Borges è come iniziare ad attraversare un luogo sconosciuto, misterioso e divertente, in cui ogni via che viene intrapresa non è mai una scorciatoia ma, spesso, una strada senza uscita, da cui è necessario tornare indietro. La seconda parte si concentra sugli amori di Borges, ma anche sul senso stesso di dare vita a un’operazione di questo tipo, approfondendo le fonti – tra stralci di giornali, cartoline, interviste – ma anche riflettendo sul montaggio da effettuare con la costante voce narrante di Llinás che ci accompagna in questo viaggio come una guida turistica che sa che arriveremo al termine probabilmente cambiati rispetto a come siamo partiti. La terza parte è, se possibile, la migliore di tutte: qui si entra negli aspetti più cupi della vita di Borges e delle sue dichiarazioni (semplicemente da brividi l’intervista ricreata dal regista insieme alla moglie Laura Paredes) ma anche sulla necessità dell’autore di non arrivare mai a una conclusione. Biografìa de Jorge Luis Borges ha infatti moltissimi finali ma, per una volta, non è affatto un limite, anzi. Vista l’esperienza audiovisiva gigantesca compiuta dalla produzione e anche da noi spettatori, Llinás probabilmente vorrebbe che il film non finisse mai. Come uno studente che, terminata la sua ricerca per la tesi, vorrebbe continuare a studiare anziché essere gettato nel mondo del lavoro. E noi, come Llinás, ci troviamo a non voler concludere questo viaggio e tornare a casa. Vorremmo ripartisse subito (che idea geniale la scena post-credits che va a prendere in giro certo cinema blockbuster a stelle e strisce) perché alla meta non siamo ancora arrivati. Biografìa de Jorge Luis Borges volutamente non ci ha portati alla fine, perché il suo desiderio è girare attorno di continuo per provare a scoprire sempre qualcosa di più. Tanto di Borges, quanto del cinema, quanto della vita. Questo non è un film, è un monumento. Presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2026.