Esperando la carroza
Esperando la carroza
Durata
96
Formato
Regista
Cora (Antonio Gasalla), anziana con problemi di memoria e causa di lite tra parenti che rifiutano di tenerla in casa, senza avvisare passa il pomeriggio a casa di una vicina: figli e nuore iniziano a cercarla e la danno infine per morta.
Un’ora e mezza di puro isterismo. Il film, tra i più amati in patria, si regge in miracoloso equilibrio tra la farsa grottesca e la satira pungente della microsocietà familiare. Il regista dà intelligentemente spazio alle attrici e agli attori, invitati a improvvisare e ad andare sopra le righe, generando una serie di quadri casalinghi spassosissimi e crudeli. Non si salva quasi nessuno tra ipocrisie e inettitudini, e la povera Susana (una superba Mónica Villa) si fa portavoce di uno stress e di una disperazione che troppo a lungo sono stati silenziati. Corrosivo e per nulla rappacificatore, il film termina senza che ci sia stato un reale cambiamento, e il dramma non può che ripetersi all’infinito. I dialoghi e le battute esilaranti non si contano, e le sequenze della veglia funebre sono da antologia della commedia. Oltre alle risate, però, la messa a nudo della società argentina (e non solo) è portata in scena con profondità e sottigliezza: il pubblico ride mentre i personaggi piangono, ma il contrario sarebbe altrettanto plausibile. Cast in stato di grazia, con un plauso particolare alle attrici (oltre a Villa, China Zorrilla che interpreta una memorabile matrona) e a Gasalla, che dà il volto al personaggio fisicamente più grottesco ma, in fondo, più tenero e dolce. Tratto da un’opera teatrale dell’uruguaiano Jacobo Langsner, che cura anche la sceneggiatura.