Gladiatori di Roma 3D
Durata
94
Formato
Regista
Timo vive con il patrigno, allenatore di gladiatori, ma è innamorato della sorellastra Lucilla ed è poco interessato ai combattimenti. Cambia idea quando la ragazza viene promessa in sposa al guerriero Cassio: per sconfiggerlo si allenerà con la bellissima e letale Diana.
Iginio Straffi, che con la sua casa di produzione Rainbow (e in particolare con la serie Winx Club) ha lasciato decisamente il segno nel panorama d’animazione italiano, si cimenta per prima volta alla regia di un lungometraggio non dedicato alle famose fatine. Il risultato è a dir poco deludente, a partire da un’animazione che non convince mai, fino ad arrivare alla scrittura basata interamente su un incessante e snervante susseguirsi di gag e battute francamente pessime e che sovente scomodano il metacinema in maniera risibile. L’incipit tragico è del tutto fuori tema (e infatti non ha poi alcun ruolo nello sviluppo del personaggio di Timo), l’uso del 3D è insipido e superfluo e poco centrata è anche la colonna sonora piena di canzoni anglofone moderne. All’epoca dell’uscita fece parlare la scelta di far doppiare Diana a Belén Rodríguez: la showgirl certamente regala un’interpretazione men che mediocre, ma fosse quello il problema del film...