Il diavolo veste Prada 2
The Devil Wears Prada 2
Durata
119
Formato
Regista
I tempi sono cambiati per Miranda Priestley (Meryl Streep) e per la sua rivista di moda Runway. Il mondo dell’editoria cartacea è completamente stravolto, a causa di una concorrenza di internet sempre più spietata e di budget ormai sempre più risicati. Tra crisi professionali e sfide personali, Miranda sta attraversando un periodo complicato quando il proprietario di Runway fa tornare in azienda Andy Sachs (Anne Hathaway), ex stagista di Miranda diventata intanto un’ottima giornalista.
Vent’anni dopo il grandioso successo del primo film, i celebri personaggi de Il diavolo veste Prada tornano in questo sequel pieno di riferimenti e rime interne al lungometraggio precedente (a partire da Andy che si lava i denti guardandosi allo specchio, inquadratura con cui l’avevamo conosciuta nel 2006). La rivalità tra Andy e Miranda genera diversi momenti divertenti in questo seguito, ispirato al romanzo La vendetta veste Prada di Lauren Weisenberg del 2013, anch’esso seguito del libro del 2003. La curiosità e il vero guizzo de Il diavolo veste Prada 2 sono riconducibili all’universo del giornalismo e alle sue difficoltà contemporanee, con momenti dolceamari che vanno a toccare il tema, decisamente attuale. Al di là di questo spunto, però, l'operazione limita molto i rischi, rinnovando senza troppa creatività dinamiche già presenti nel primo capitolo e puntando su svolte narrative piuttosto prevedibili. Il mondo della moda (Milano è grande protagonista) è tratteggiato in maniera scolastica, nonostante il film abbia un ritmo più che discreto e riesca a regalare più di un sorriso. Una sorta di compitino eseguito con perizia stilistica, gradevole in superficie ma che non riesce (o non mira) a puntare a qualcosa di maggiormente significativo. E il pensiero vola allo script leggero ma tagliente del predecessore, lasciando più di un rimpianto. Buono il lavoro di tutto il cast.