E i figli dopo di loro
Leurs enfants après eux
Dove vederlo
In sala - Dal 14/05
Durata
146
Formato
Regista
Agosto 1992. Il quattordicenne Anthony (Paul Kircher) e suo cugino ammazzano il tempo in riva al lago insieme a due ragazze. Per Anthony sarà l’estate del primo amore, quello che dà un senso a ogni cosa. Il momento agrodolce della vita che segna la fine dell’infanzia e il passaggio alla maturità. Ma c’è anche la scoperta di provare odio, nei confronti di un giovane ribelle del quartiere con cui inizierà una sfida pronta a durare per tanti anni…
Tratto dal romanzo omonimo di Nicolas Mathieu, E i figli dopo di loro è un classico romanzo di formazione, un racconto a tappe che descrive la crescita di Anthony e delle persone che gli sono accanto. Diviso in quattro momenti (l’ultimo è ambientato durante i mondiali di calcio del 1998) è un film compatto che ha la forza di ragionare non soltanto sull’adolescenza, ma anche sull’età adulta, dipingendo dei genitori con cui è facile empatizzare, ben scritti e ben interpretati. La figura paterna, soprattutto, è dolorosa più che mai ed è in quel momento in cui sparirà che il film riesce davvero a volare: è una sequenza dotata di un grande montaggio alternato, tra il bosco notturno in cui si avventura il padre e il tanto agognato rapporto sessuale in automobile che sembra finalmente verificarsi tra il protagonista e la sua eterna amata. I gemelli Boukherma mostrano talento e riescono a rendere il loro lungometraggio credibile, sfruttando bene le pagine del libro di partenza. Avrebbero però potuto dare un maggiore respiro storico e politico alla vicenda, provando a rendere più efficaci alcune metafore tra i personaggi e la nazione in cui vivono, all’interno di un gioco tra individualità e collettività che viene accennato ma poco approfondito. Nonostante qualche passaggio grossolano, però, è un film che sa il fatto suo, dotato di un buon disegno d’insieme a valorizzato da una bella colonna sonora che diventa un toccante viaggio nei ricordi per chi ha vissuto gli anni Novanta. Presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia.