Resident Evil

Resident Evil

Anno

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Durata

90

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Regista

Bryan (Austin Abrams) è un corriere sanitario il quale, una notte, viene incaricato di consegnare un misterioso pacco all’ospedale di Raccoon City. Dopo aver inavvertitamente investito una donna sul ciglio della strada, tuttavia, la situazione inizia a precipitare in un abisso di follia e disperazione, popolato da creature mostruose. 

Secondo reboot cinematografico dell’omonima saga videoludica, dopo lo scarso primo tentativo iniziato nel 2002 da Paul W. S. Anderson, questo capitolo rappresenta un buon esempio di come si possa fare del cinema di qualità a partire da materiale appartenente al mondo della console. A differenza di film come Super Mario Bros. - Il film e il suo (ancor peggiore) seguito, Resident Evil riesce nell’intento di piegare al linguaggio filmico alcuni tratti tipici di quello del videogame, come la ricorrenza di alcune circostanze (un lucchetto che non si apre, la ricerca dell’arma più adatta…) e la tipica divisione della narrazione per missioni. In particolare, quest’ultimo punto rappresenta una fatica non da poco, considerato l’alto rischio di frammentarietà che è possibile causare alla vicenda. Il regista Zach Cregger riesce, infatti, a mantenere una sorta di scomposizione della storia “per tappe” per mezzo di cambi di ambientazione e nemici da affrontare sempre più ostili, mantenendo tuttavia ben salda una riuscita narrazione orizzontale che scorre imperterrita fino ai titoli di coda. Tutto questo, in aggiunta, senza mai scadere in stucchevoli occhiolini agli appassionati, servendosi di alcuni riferimenti (come una macchina da scrivere, che nei videogiochi offre la possibilità di salvare i progressi) non in quanto fini a sé stessi ma in maniera funzionale al dialogo con la serie. Il tutto è inoltre intriso delle ricorrenti note ironiche già proposte dal cineasta nei precedenti Barbarian e Weapons, qui per gran parte scaturite dalle reazioni del protagonista ai fatti che lo vedono coinvolto. Nota di merito va alle terrificanti creature che costellano le strade di Raccoon City, di sicura ispirazione carpenteriana (La cosa), grazie alle quali viene sfoderata una strategia della tensione che risulta assolutamente efficace e che non ricorre a troppi facili jump-scares. Austin Abrams offre poi un’interpretazione convincente, fatta di comportamenti genuini che chiunque avrebbe se malauguratamente si trovasse in una situazione di questo tipo. Peccato soltanto che il film vada incontro a una perdita di mordente nel corso dell’atto finale, a causa di una dinamica che trova risoluzione in una scena cliché vagamente retorica e abbastanza fuori luogo, a fianco di un finale un po’ goffo. Nonostante questo, Resident Evil rimane un prodotto riuscito e consigliato non soltanto ai più accaniti fan della saga, bensì a ogni cultore dell’horror come ulteriore conferma di uno dei più interessanti autori del macabro contemporaneo. 

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