The Echo Chamber
Durata
120
Formato
Regista
Leo (Luca Marinelli) e Anne (Alicia Vikander) si cercano e si rincorrono, si avvicinano e si smarriscono, incapaci di separarsi davvero o di trovare la libertà l’uno dall’altra. Lui produttore musicale, lei fisioterapista, sono alle prese con una relazione instabile ma autentica.
Prendendo spunto dall’ultimo soggetto scritto da Bernardo Bertolucci, Andrea Pallaoro costruisce un dramma psicologico sospeso tra intimità e minaccia, portando in scena una storia d’amore in cui i confini tra presenza e assenza, cura e dipendenza, desiderio e controllo diventano sempre più sfumati, fino a scomparire del tutto. Il regista, qui per la prima volta alle prese con uno script non suo (oltre a Bertolucci la sceneggiatura è firmata da Ilaria Bernardini e Ludovica Rampoldi), dimostra una buona capacità di lavorare sulle superfici, trasformando vetri, specchi e riflessi in elementi attivi della messinscena. I personaggi vengono spesso incastonati dentro l'inquadratura, separati e insieme prigionieri dello spazio che li circonda: una soluzione visiva che restituisce la loro solitudine e sembra condannarli, progressivamente, alla tragedia. La regia privilegia la sottrazione e lascia che siano gli ambienti, più ancora delle parole, a suggerire rapporti di forza e fratture interiori. Ne nasce un cinema rigoroso e inquieto, che richiama anche diversi lavori della filmografia di Bertolucci (a partire da Ultimo tango a Parigi per arrivare al deboluccio Io e te), capace di trasformare l'architettura in una sorta di eco emotiva dei protagonisti (legata a doppia mandata con il titolo della pellicola): il personaggio di Susan Sarandon parla di una “camera dell’eco” in maniera un po’ didascalica, mentre è più interessante interpretarla come quello spazio in cui si ripetono convinzioni senza accettare alcuna posizione opposta. Verso la conclusione c’è una svolta narrativa poco motivata e che lascia un pizzico di amaro in bocca, ma il film ha dalla sua un apparato formale estremamente coerente con i contenuti raccontati e a migliorare il livello complessivo dell’operazione non si possono non citare le notevolissime prove di Luca Marinelli e Alicia Vikander, entrambi chiamati a ruoli non semplici e semplicemente perfetti nelle loro interpretazioni. Presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia.