The Social: Il prezzo della verità
The Social Reckoning
Durata
112
Formato
Regista
Jeff Horwitz (Jeremy Allen White) è un giornalista investigativo del Wall Street Journal incaricato di indagare sui più celati intrighi di Facebook, capitanata dal miliardario imprenditore Mark Zuckerberg (Jeremy Strong). Per fare ciò si avvale dell’aiuto di Frances Haugen (Mikey Madison), una riservata ingegnera digitale che lavora per la stessa piattaforma. Il loro lavoro condurrà all’inchiesta che, nel 2021, ha mostrato al mondo intero quanto i dirigenti del social sapessero degli effetti collaterali che questo poteva causare.
Nell’era di Epstein e Facebook files, il regista-sceneggiatore Aaron Sorkin torna a riflettere sullo strapotere dei social sedici anni dopo The Social Network. A differenza del film scritto dallo stesso Sorkin ma diretto da David Fincher, maggiormente focalizzato sull’aspetto psicologico di un giovane Mark Zuckerberg e sulla genesi della piattaforma blu, The Social - Il prezzo della verità affonda le proprie radici nella caccia ai fatti e nelle conseguenze di dieci anni di bramosia. La struttura è a tutti gli effetti quella di un film d’inchiesta e il racconto è organizzato proceduralmente per capitoli, attraverso cui una linea di navigazione temporale (la stessa che potremmo trovare in un qualsiasi social media a nostra disposizione) sviluppa gli eventi. L’intreccio segue perciò una ricostruzione dei fatti di tipo consequenziale, non per forza attenendosi alla loro reale cronologia. Tuttavia, questo fragile tentativo di rinnovamento non riesce davvero a riscattare una formula (quella dei due individui “insignificanti” contro la grande potenza all’apparenza invincibile) ormai fuori tempo massimo, e il paragone con influenze più o meno esplicite come Tutti gli uomini del presidente o The Post risulta impietoso. Il personaggio di Zuckerberg viene, oltretutto, dipinto come il glaciale magnate dell’era “postgovernativa” (parole del film), servendo alla storia solo come antagonista da distruggere e per il quale non è, a quanto sembra, necessario donare qualche tipo di sfumatura caratteriale. L’obiettivo ultimo del progetto è più che altro quello di ragionare sul ruolo che realtà come Facebook occupano nella quotidianità degli utenti, sulla libertà di parola e come questa venga impiegata come copertura e sul rapporto tra stampa e la nuova informazione digitale. E questo The Social - Il prezzo della verità lo fa abbastanza bene, ma con solo un assaggio della potenza autoriale con cui Sorkin aveva viziato gli spettatori. Un lavoro che potrebbe trovare apprezzamenti tra gli estimatori di film d’inchiesta (che dovranno comunque chiudere un occhio), ma che lascerà deluso chi vi cerca il degno successore della ben più convincente opera di Fincher.