The Tragedy of Man
Az ember tragédiája
Durata
160
Formato
Regista
Adamo ed Eva vengono cacciati dall’Eden dopo aver mangiato il frutto proibito: guidati da Lucifero iniziano a viaggiare in varie epoche storiche, reincarnandosi di volta in volta alla ricerca di un senso all’esistenza umana.
Il quarto film di Marcell Jankovics (l’ultimo di cui curò anche la sceneggiatura e che riuscì a completare in autonomia prima della morte) non è soltanto la sua opera più coraggiosa, ma si presenta come uno dei progetti più ambiziosi dell’animazione occidentale tutta. Sia per durata (il minutaggio risulta essere il più lungo per un film animato europeo distribuito tradizionalmente), sia per il contenuto che vuole essere un viaggio nella storia dell’umanità dalla creazione a un lontano, desolato futuro. Il grande animatore ungherese, che ha lavorato al film per più di vent’anni (dal 1988 al 2011, ma la sceneggiatura era già pronta nei primi anni ‘80), sceglie di adattare il dramma omonimo di Imre Madách, tornando ad animare un classico della letteratura magiara. La portata è però fin da subito universale e Jankovics si rifà a stili e iconografie molto varie per la rappresentazione della sua tragedia: ognuno dei 15 segmenti di cui è composta l’opera, infatti, ha un’identità visuale distinta ispirata dalla società da cui prende spunto. Dalla pittura rupestre alla decorazione vascolare greca e ai mosaici romani, fino alle illustrazioni della rivoluzione francese e al collage iconografico postmoderno, la pellicola cambia pelle esattamente come Adamo, Eva e Lucifero cambiano corpo ed epoca. Ma il segreto esistenziale che si disvela è sempre lo stesso: la vita è lotta e patimento. Fini a sé stessi? È questo il dubbio che Adamo, nonostante l’intervento divino, non riesce a sciogliere, vivendo in equilibrio tra fede e nichilismo. Se infatti il tema biblico e cristiano è alla base del film, Jankovics non dirige un’opera devozionale: l’ambiguità e la complessità filosofica sono mantenute per tutta la durata, e nemmeno i momenti finali sono così definitivi come ci si potrebbe aspettare. Nonostante le difficoltà produttive (che comunque quasi mai mostrano i segni), The Tragedy of Man è una pellicola che riesce a reggere bene sulle spalle le sue enormi ambizioni, regalando una visione irripetibile nel suo genere, lontana da qualsiasi altra moda dell’animazione: questo modello unico può sì essere sfidante, ma è una sfida che senza ombra di dubbio sa ripagare gli sforzi del proprio pubblico.