Song of the Miraculous Hind
Ének a csodaszarvasról
Durata
89
Formato
Regista
La storia del popolo ungherese, dai miti fondativi pagani alla conversione al Cristianesimo.
Ci sono voluti ventun’anni dal precedente perché Jankovics tornasse a dirige un lungometraggio: quello che risulta essere il film di più difficile accesso del regista, per via dell’aderenza ai miti e alla storia che difficilmente sono conosciuti fuori dall’Ungheria. Se le sue due precedenti pellicole usavano i testi di partenza per creare una sinfonia visiva liberissima e dallo stile inconfondibile, questo film ha una funzione quasi divulgativa, limitando le invenzioni figurative alle prime due sezioni incentrate sui miti più antichi, mentre le ultime due hanno una narrazione più canonica e un’animazione più impersonale e non al livello del suo autore. Il film risulta quindi poco equilibrato, dovuto forse anche al patrocinio del Ministero della Cultura che non ha lasciato totale libertà al regista. È comunque un approccio interessantissimo alla storiografia e il talento di Jankovics è comunque evidente. Peccato che sia qui spesso nascosto da un patriottismo didascalico e un po’ grossolano.