Underwater
Underwater
2020
Paese
Usa
Generi
Horror, Azione, Thriller
Durata
95 min.
Formato
Colore
Regista
William Eubank
Attori
Kristen Stewart
Jessica Henwick
T.J. Miller
Vincent Cassel
John Gallagher Jr.
Mamoudou Athie
Gunner Wright
Un gruppo di ricercatori viene incaricato di una rischiosa missione sottomarina presso un base situata a sette miglia di profondità. Qui, a seguito a un terremoto, cominciano ad accadere fenomeni inquietanti: una misteriosa minaccia dal mondo sommerso si prepara ad attaccare gli intrusi.

Ennesima declinazione, totalmente fallimentare, del B-movie sottomarino con ondate di tensione, Underwater prova malamente a strizzare l’occhio tanto a The Abyss (1989) di James Cameron quanto, soprattutto, ad Alien (1979) di Ridley Scott, evocato da allusioni ben più marcate. Le problematiche maggiori del film di William Euback, tuttavia, non risiedono tanto nell’essersi appropriato di questi modelli in maniera estremamente grossolana e tirata via (è risaputo, dopotutto, che soprattutto il capolavoro con protagonista la Ripley di Sigourney Weaver sia una pietra di paragone che ha postulato un prima e un dopo nella storia del cinema di fantascienza apocalittica e non solo), quanto piuttosto nell’andamento soporifero ma vagamente pretenzioso con cui la narrazione si articola, provando a intavolare a più riprese una cupezza tanto impalpabile quanto pretestuosa. Prossimo a più riprese al cedimento strutturale, Underwater è un disaster movie sottomarino che inanella in sequenza robottoni e corpi sommersi senza azzeccare il tono né la misura del racconto, che non a caso col passare dei minuti naufraga malamente e s’inabissa tra spunti fintamente altisonanti e “impegnati” (le responsabilità di tutti nell’inquinamento degli oceani), sketch da cabaret di terz’ordine («Cosa fa un’alice dopo aver fatto la doccia? Si acciuga») e orrendi mostri lovecraftiani, di tentacolare bruttezza e ancor più rivedibile valorizzazione, il cui design è anch’esso terribilmente sciatto e sacrificato. La Stewart, dalla capigliatura corta e bionda come in Seberg (2018) e inquadrata in più di un’occasione in biancheria intima dal sapore militaresco (ma senz’alcuna erotizzazione del suo personaggio), appare volenterosa e intensa al punto giusto, con più di un primo piano al suo servizio. Ma l'impianto generale (vittima anche di sequenze scult, come quella del pugno) non le consente comunque di tenere in piedi la baracca, complice un cast improbabile in cui c’è spazio anche per Vincent Cassel. Le riprese si sono svolte nel 2017, ma per via dell'acquisizione della 20th Century Fox da parte della Disney l'uscita è stata posticipata fino a slittare agli inizi del 2020.
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