L'Hangar Rosso
Hangar Rojo
Durata
83
Formato
Regista
Cile, settembre 1973. Mentre il colpo di Stato militare si dispiega nel Paese, il capitano Jorge Silva (Nicolás Zárate), ex responsabile dell’Intelligence dell’Aeronautica, riceve un ordine destinato a cambiargli la vita per sempre: trasformare l’Accademia dell’Aeronautica, dove ora addestra i giovani cadetti, in un centro di detenzione e tortura.
Coproduzione tra Cile, Argentina e Italia (per il nostro paese hanno partecipato Rain Dogs, Berta Film e Caravan), l'esordio di Juan Pablo Sallato è una delle opere prime sudamericane più sorprendenti degli anni Venti del Nuovo Millennio. Ambientato a Santiago del Cile, in una data naturalmente fatidica, questo film è un viaggio nel tempo estremamente potente, valorizzato da un notevole bianco e nero e dalla capacità di portare i dubbi morali del personaggio principale anche nelle menti di noi spettatori. Ispirato a eventi reali e tratto dal libro Disparen a la bandada di Fernando Villagrán, L'hangar rosso racconta la storia di uomini intrappolati nell’ingranaggio del potere militare nel momento esatto in cui la storia li costringe a scegliere da che parte stare: il film porta anche noi spettatori a sentire sulla pelle i dilemmi etici messi in campo, offrendoci un’esperienza inquietante e, nonostante qualche didascalismo di troppo e una lieve sensazione di già visto complessiva, estremamente coinvolgente. Presentato nella sezione Perspectives della Berlinale 2026.