L’ultima missione – Project Hail Mary

Project Hail Mary

Anno

Paese

Usa

Durata

156

Formato

Ryland Grace (Ryan Gosling), docente di scienze, si risveglia su un'astronave con un vuoto di memoria che riguarda sia la sua identità sia il modo in cui è arrivato dove si trova. I ricordi riaffiorano e con loro la missione che l'uomo deve portare a termine: trovare informazioni sulla sostanza che sta facendo collassare il sole e bloccarla, per salvare la Terra.

L’essere umano dà per scontate molte cose. Una di queste, il sole, sembra essere uno degli obiettivi più appetitosi per il cinema di fantascienza degli ultimi decenni, che ha visto una lunga serie di nomi partire alla volta dell’astro per constatarne l’operatività. Se nel 2007 è stato il turno di Cillian Murphy per Sunshine di Danny Boyle, diciannove anni dopo è la volta di Ryan Gosling, lanciato nello spazio dai registi Phil Lord e Christopher Miller sulla base del romanzo omonimo di Andy Weir (il cui L’uomo di Marte era già stato oggetto di adattamento con Sopravvissuto - The Martian di Ridley Scott). I problemi non esitano ad arrivare: il maldestro e affabile protagonista sembra aver accusato un’importante perdita di memoria a causa della quale non rammenta le motivazioni per cui si trova ad anni luce di distanza dalla Terra, scopo di cui lo spettatore verrà informato in corso d’opera grazie a un perspicace lavoro di montaggio che più volte interpone segmenti narrativi “terrestri” avvenuti prima della partenza del nostro. Veniamo a conoscenza di una vera e propria malattia che pare affliggere i corpi celesti e che, a lungo andare, potrebbe minacciare la stabilità del sole con conseguenze catastrofiche. Al fianco dell’improvvisato astronauta un inatteso compagno: un alieno dalla fisionomia singolare a cui è stata affidata la stessa missione di Grace e grazie al quale quest’ultimo verrà a conoscenza di segreti interstellari fino ad allora rimasti celati. Proprio questo rapporto di vicendevole necessità e, in particolare, di comunicazione (non a caso la mansione di docente del protagonista), offre i maggiori spunti di riflessione per un film adatto a ogni tipo di pubblico, anche grazie a note umoristiche che confermano lo stile della coppia Lord & Miller, efficace ma anche in parte lievemente goffo nel tentativo di ingraziarsi il pubblico in diverse occasioni. L’insieme è accompagnato dalla valida ma ridondante ensemble di Daniel Pemberton, che fin troppe volte si ritrova a sostenere porzioni di trama con lo scopo di assicurarsi una manciata di sguardi attoniti in sala. A dare ulteriore sfoggio dei milioni spesi ci pensano i mirabili effetti visivi, i quali regalano uno spettacolo di lodevole attrazione dal più microscopico batterio ai più brillanti effetti luminosi che si perdono nello spazio profondo. Tuttavia, non tutti i minuti passati a bordo della Hail Mary risultano indispensabili all’evolversi della trama e anche i numerosi finali appaiono eccessivamente didascalici, come se fosse necessario istruirci sulla sorte di ogni singolo personaggio a dispetto di ciò che era stato mostrato nella scena precedente. Il risultato è comunque un prodotto brillante e da non sottovalutare, seppur limitato da alcune mancanze strutturali.

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