La città dei vivi
Dove vederlo
In sala - Dal 01/10
Durata
104
Formato
Regista
Luca (Emanuele Maria Di Stefano) ha ventitré anni, una famiglia che lo ama, una fidanzata e una vita sospesa tra periferia e centro di Roma. Una notte, l'incontro con due ragazzi conosciuti quasi per caso interrompe bruscamente il suo percorso.
Liberamente ispirato all'omonimo romanzo di Nicola Lagioia e alla vicenda di cronaca dell'omicidio di Luca Varani, il film di Edoardo Gabbriellini osserva ciò che precede e segue quella tragedia senza cercarne una spiegazione. È proprio l'assenza di risposte a rendere molto interessante il progetto: nessuna teoria sugli adolescenti, sulla società o sulle ragioni del male. Più che con un racconto criminale, abbiamo a che fare con una formazione interrotta, punteggiata dall'umanità intorno a Luca, che diventa coro e insieme musica della città. Gabbriellini sceglie un linguaggio asciutto ma anche lirico, dove suggerire diventa più importante che mostrare. La distanza dai personaggi è quasi pudica: non c'è nessuna violenza esplicita, nessun compiacimento, solo una tenera attenzione ai volti e ai corpi. Un approccio condivisibile, che rischia in parte di togliere mordente al film ma che comunque dimostra una scelta di sguardo decisamente anticonvenzionale. Non mancano alcuni passaggi ridondanti e all’inizio il lungometraggio fatica un po’ a carburare, ma il disegno complessivo risulta estremamente curioso e capace di inquietare efficacemente senza ricorrere ai classici meccanismi della retorica che spesso, in questi casi, fa capolino. Buona anche la prova dell’intero cast.