Anno

Paese

Usa

Generi

Durata

232

Formato

Regista

Una lucida indagine sul mito di Elon Musk, il più celebre “imprenditore-inventore” al mondo, capace di esercitare un’enorme influenza sulla nostra vita quotidiana.

Il grande documentarista americano Alex Gibney si cimenta nell’ambiziosa e complessa realizzazione di un documentario su Elon Musk. La figura del magnate e tecnocrate sudafricano, naturalizzato statunitense, viene indagata attraverso un film di quasi quattro ore che affronta il personaggio di Musk, il suo percorso di radicalizzazione politica e le numerose polemiche che lo hanno accompagnato, adottando approcci e punti di vista differenti. Si parte dalla prima start-up fondata nella Silicon Valley, passando per le creature SpaceX e Tesla fino ad arrivare al patto di potere con Donald Trump e alla controversa esperienza alla guida del DOGE. Gibney tenta di decostruire la narrazione che è stata costruita negli anni attorno a Musk, attraverso un’efficace campagna comunicativa che lo ha progressivamente trasformato nell’incarnazione del moderno Leonardo da Vinci: un uomo capace, almeno secondo il racconto che gli è stato cucito addosso, di trovare una risposta a ogni problema, l’unico in grado di salvare il pianeta e di trasformare l’umanità in una specie multiplanetaria. Il regista prova a confutare le principali argomentazioni alla base di questa narrazione attraverso dati, testimonianze di ex collaboratori e una riflessione sulla natura ambigua e manipolatoria della forma audiovisiva. Non è un caso che Gibney, dopo aver ricevuto più volte il rifiuto di Musk a concedergli un’intervista, scelga di costruirne una replica fittizia con l’intelligenza artificiale, elaborata usando come riferimento le interazioni e i post pubblicati dallo stesso Musk sui suoi social media. Una soluzione con cui il documentario di Gibney si appropria di quegli stessi strumenti di propaganda usati da Musk per rimetterli continuamente in discussione. Diviso in capitoli e sostenuto da un ritmo incalzante, il film ripercorre dagli albori la vita del suo protagonista, trasformando progressivamente il ritratto biografico in un racconto sul potere, sulla sua concentrazione e sui suoi possibili abusi. Il consueto lavoro certosino di Gibney sui materiali d’archivio e sulle interviste si intreccia questa volta con una più marcata sperimentazione formale, nel tentativo di trovare una forma cinematografica adeguata alla natura sfuggente, contraddittoria e profondamente mediatica del suo protagonista. Numerosi sono i riferimenti e gli inserti cinematografici disseminati nel film, tra cui L’uomo dei miracoli di Lothar Mendes (1936), film nel quale a un semplice commesso viene donato il potere di compiere veri e propri miracoli, fino a quando l’uomo non diventerà sempre più potente e sconsiderato: una chiara allegoria della parabola intrapresa dallo stesso Musk. Dopo uno straordinario incipit, il documentario, pur mantenendo un livello efficace per tutta la sua durata, fatica in alcuni passaggi quando usa eccessivamente il linguaggio del videogioco e finisce per dire meno cose originali sul suo oggetto di studio rispetto a quello che ci si poteva aspettare. Al di là di qualche incertezza, resta però un prodotto prezioso e capace di coinvolgere dall'inizio alla fine. Il film è stato presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2026.

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