NAZA
NAZA
Durata
80
Formato
Regista
Tel Aviv. Di notte, sui tetti della città, si svolgono conversazioni segrete che rivelano i dettagli dei sistemi dietro l’uccisione di massa di civili palestinesi a Gaza, programmata da Israele.
«Abbiamo realizzato questo film spinti dal dovere di usare la nostra posizione di israeliani per analizzare i sistemi dietro all’uccisione di massa di civili palestinesi di cui il nostro Paese è responsabile»: i registi Yuval Abraham e Rachel Szor accompagnano con queste parole l’agghiacciante visione di NAZA, tanto potente quanto inquietante documentario che è stato prodotto da The Guardian e JW Films (Jim Wilson). Vero e proprio reportage giornalistico di alto livello, il film (il cui titolo fa riferimento ai “danni collaterali”, ovvero all’uccisione di persone innocenti che non sono gli immediati bersagli degli attacchi, ma che in maniera curiosa sembra anche una crasi tra "nazi" e Gaza) è una visione semplicemente sconvolgente e ricca di parole che si fa davvero fatica ad ascoltare. Abraham e Szor – due dei quattro registi dietro il successo di No Other Land, Oscar al miglior documentario – vanno così a puntare il dito contro il genocidio compiuto dal proprio paese, andando direttamente ad ascoltare coloro che hanno eseguito gli ordini uccidendo moltissime persone. Sarebbe già tanto così, ma il film si arricchisce ulteriormente di immagini estremamente potenti, relative al senso di controllo perpetrato dai governi ai danni dei civili e ci sono anche rivelazioni sull’uso dell’intelligenza artificiale, che non possono che scuotere qualunque spettatore con un minimo di attenzione verso ciò che avviene nel mondo. Forse l’ultima sequenza, che riprende un padre che sta cercando i suoi cari sotto le macerie, non è così necessaria, ma poco importa di fronte a un disegno complessivo così rigoroso e perfettamente coerente nella forma con ciò che i contenuti vanno a raccontare. Premio Speciale della Giuria alla Mostra del Cinema di Venezia.