Obsession

Obsession

Anno

Paese

Usa

Generi

Durata

108

Formato

Regista

Bear (Michael Johnston) ha una cotta non ricambiata per Nikki (Inde Navarrette), sua collega e amica da ormai molto tempo. Una sera, dopo aver accompagnato Nikki a casa e aver perso l’ennesima chance per dichiararsi, spezza un misterioso giocattolino trovato in un negozio di cianfrusaglie attraverso il quale può esprimere un solo desiderio: chiederà che Nikki lo ami come nessun altro al mondo.

Classe 1999, Curry Barker aveva debuttato alla regia nel 2024 con un horror found footage dal titolo Milk & Serial, costato solo 800 dollari e diventato un fenomeno virale dopo il suo rilascio gratuito su YouTube. Dopo quell’esperienza il giovane regista dimostra già di conoscere bene i codici del genere horror con Obsession, un film che si basa su un soggetto estremamente fragile (un bastoncino per esprimere un desiderio… che si avvererà) per raggiungere spunti invece decisamente profondi. Non è (sol)tanto nel cambio repentino dei sentimenti che Nikki prova per Bear che sta l’aspetto più inquietante di questa pellicola, ma nell’ossessione della ragazza posseduta per il protagonista, un'ossessione morbosa e asfissiante più che mai. È certamente un film sul tema delle relazioni tossiche Obsession, film che per molti versi può ricordare il coevo e ancor più intelligente Together, ma in questo caso le dinamiche narrative sono maggiormente realistiche, credibili e risulta così estremamente interessante che entrambi i "membri della coppia" siano delle vittime della relazione (lei ancora più di lui, come si rivelerà col proseguire della narrazione). Ed è per questo che rimane un pizzico di amaro in bocca per il fatto che alcune delle potenti metafore messe in campo lascino il campo a un livello maggiormente soprannaturale (la pioggia di banconote, ad esempio) che stona lievemente all’interno di un prodotto per il resto assolutamente brillante e di grande spessore. Già, perché gli spunti relativi alla necessità di controllo di certo genere maschile su quello femminile (attenzione anche a quello che scrive Nikki su Hansel e Gretel in un passaggio centrale del film) è trattata con grande attenzione, così come gli altrettanto delicati sviluppi relativi alla co-dipendenza, all’amore preteso a tutti i costi e alla nostra sempre più frequente abitudine di avere desideri immediati e facilmente soddisfabili (sempre quasi un comando fornito a un sistema informatico quello che chiede Bear dopo aver spezzato il fatidico bastoncino). Nonostante qualche passaggio un po' acerbo, siamo davvero vicini a esiti da ottimo cinema (qualche limite rimane però anche nella conclusione) e il merito va anche all’impressionante prova di Inde Navarrete nei panni di Nikki, capace di offrire una gamma espressiva difficilmente dimenticabile al termine della visione. 

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