Barry Lyndon
Barry Lyndon
1975
Paesi
Usa, Gran Bretagna
Generi
Storico, Drammatico
Durata
184 min.
Formato
Colore
Regista
Stanley Kubrick
Attori
Ryan O'Neal
Marisa Berenson
Patrick Magee
Hardy Krüger
Steven Berkoff
Gay Hamilton
Irlanda, diciottesimo secolo. Si narrano le disavventure di Redmond Barry (Ryan O'Neal), cresciuto dalla madre e innamoratosi in giovane età della cugina Nora Brady (Gay Hamilton). Dopo aver sfidato a duello lo spasimante di quest'ultima, scappa credendo di averlo ucciso: verrà rapinato e, in seguito, costretto ad arruolarsi e a prendere parte alla Guerra dei Sette anni. Barry diserta ma verrà scoperto da un capitano prussiano che lo obbliga a entrare nel suo esercito. Diventerà, in seguito, il protetto di un cavaliere irlandese e conoscerà Lady Lyndon (Marisa Berenson), una ricca contessa rimasta vedova che acconsentirà a sposarlo e a dargli il suo nome.

Tratto dal romanzo di William Makepeace Thackeray, è l'opera più “letteraria” firmata da Stanley Kubrick. Da sempre il regista newyorkese ha utilizzato, con grande spessore drammaturgico, la voce narrante, ma mai prima di Barry Lyndon le aveva dato un tale valore espressivo: questa scandisce, con tempi perfetti, la complessa storia del protagonista, arrivando anche a giudicarlo, deriderlo, rincuorarlo. Per realizzare quest'opera monumentale e ipnotica, Kubrick e il suo direttore della fotografia, John Alcott, hanno preso spunto dalle pitture paesaggistiche e dalle stampe del secolo di riferimento, mentre per l'illuminazione sono state utilizzate soltanto luci naturali, candele o lampade a olio, rendendo necessario l'uso di obiettivi fotografici Zeiss utilizzati sui satelliti Nasa. Il valore estetico della pellicola è, per questi e per tanti altri motivi, talmente alto che non si può che considerarlo uno dei film in costume più importanti della storia del cinema. Il celebre motivetto che incornicia la pellicola è un arrangiamento (a opera di Leonard Rosenman) della suite nr. 4 in re minore HWV 437, per clavicembalo, composta da Georg Friedrich Händel. Ryan O'Neal dà il massimo nella prova migliore di una carriera non sempre felice. Quattro premi Oscar: miglior fotografia, miglior scenografia, migliori costumi e miglior colonna sonora.
Maximal Interjector
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