Nomadland
Nomadland
2020
Paese
Usa
Genere
Drammatico
Durata
108 min.
Formato
Colore
Regista
Chloé Zhao
Attori
Frances McDormand
David Strathairn
Linda May
Swankie null
Bob Wells

Fern (Frances McDormand), donna sulla sessantina rimasta vedova, lascia la sua cittadina dopo una grave crisi economica, iniziando a viaggiare e a vivere all’interno del suo furgone. Come una moderna nomade, si muove al di fuori delle convenzioni sociali attraverso le lande desolate dell’Ovest americano.

Nata in Cina ma cresciuta professionalmente negli Stati Uniti, Chloé Zhao firma un altro racconto prettamente americano, come aveva fatto col precedente, e a dir poco interessante, The Rider del 2017. Arrivata alla sua terza opera, Zhao prende spunto dal romanzo omonimo di Jessica Bruder per raccontare l’esistenza di una donna rimasta sola, che potrebbe trovare proprio nel contatto con altri “nomadi” come lei una nuova ragione di vita. Ci sono echi che possono far venire in mente Christopher McCandless (figura raccontata in Into the Wild), ma ancor di più la beat generation di Jack Kerouac in questo film “on the road” in cui ciò che più conta è proprio la strada. Di avere un notevole talento nel gestire immagini e suoni, Zhao l’aveva già dimostrato, ma in questo caso raggiunge davvero una piena maturità con un’opera profonda e raffinata, tanto nella narrazione quanto nello stile audiovisivo. Sfruttando le belle note di Ludovico Einaudi (anche fin troppo invasivo nel corso della pellicola), la regista dà vita a un’opera sinuosa e suggestiva, un’elegia lirica dedicata agli outsider d’America. Anche rispetto al testo di partenza, la base storico-politica c’è tutta, ma viene più sfumata (critica al mondo di Amazon, compresa) per lasciare spazio a una riflessione esistenziale su ciò che avevamo e su quegli affetti perduti che un giorno ritroveremo sulla strada (on the road, per l’appunto), come racconta uno dei personaggi secondari della pellicola. Non tutto è impeccabile e qualcosa può sapere di già visto, ma i lievi limiti si dimenticano di fronte ai numerosissimi pregi, a cui si aggiunge una stratosferica performance di Frances McDormand (non è una novità, certo, ma va ugualmente sottolineato) che regge sulle spalle un film non semplice e la cui prova riesce ad alzare di livello un prodotto già di per sé molto affascinante. Premiato con il Leone d'oro alla Mostra del Cinema di Venezia 2020.

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