Revenant – Redivivo
The Revenant
2015
Amazon Prime Video
Netflix
Paese
Usa
Generi
Drammatico, Avventura
Durata
156 min.
Formato
Colore
Regista
Alejandro González Iñárritu
Attori
Leonardo DiCaprio
Tom Hardy
Will Poulter
Domhnall Gleeson
Brad Carter
Lukas Haas
Brendan Fletcher
North Dakota, 1823. Dopo essere stato brutalmente attaccato da un orso, l'esploratore Hugh Glass (Leonardo DiCaprio) viene dato per morto dai suoi compagni e da loro abbandonato nella foresta. Glass riesce a sopravvivere, nonostante inimmaginabili sofferenze, e medita vendetta contro il suo compagno John Fitzgerald (Tom Hardy) che lo ha tradito, seppellendolo vivo, e ha ucciso suo figlio, il meticcio indiano Hawk (Forrest Goodluck).

Ispirato al libro di Michael Punke sulla vita del cacciatore di pellicce Hugh Glass (già portato su grande schermo da Richard C. Sarafian con Uomo bianco va' col tuo Dio! del 1971), Revenant – Redivivo costituisce senz’altro uno dei progetti più ambiziosi nella filmografia di Alejandro González Iñárritu. Dopo la separazione dallo sceneggiatore Guillermo Arriaga, il regista messicano ha dato vita a una sorta di nuova trilogia che fa seguito a quella sulla morte e il destino – comprendente Amores Perros (2000), 21 grammi (2003) e Babel (2006) – incentrata su figure maschili in lotta per la propria sopravvivenza, chiamate a mettere in discussione se stessi e i propri limiti, sfidando un mondo ostile, feroce e cinico. La sesta pellicola firmata da Iñárritu radicalizza gli assunti di partenza che la accomunano ai due film precedenti (Biutiful del 2010 e Birdman o (L'imprevedibile virtù dell'ignoranza) del 2014), ponendo il protagonista al centro di una vera e propria odissea, circondato da un ambiente avverso, solo e mosso quasi esclusivamente dalla propria forza di volontà alimentata da una sete di vendetta lacerante e disperata. Richiamandosi al cinema di Werner Herzog (la sfida alla natura selvaggia, indifferente alle sofferenze umane) e Terrence Malick (per la dimensione velatamente onirica del racconto e la presenza di ellissi temporali che richiamano a un tempo passato di innocenza e felicità perdute per sempre), il cineasta messicano dà vita a un prodotto affascinante ma discontinuo, visivamente sontuoso (splendida la fotografia di Emmanuel Lubezki) ma contenutisticamente più povero di quanto non vorrebbe sembrare, avvolto da un lirismo spesso artefatto e sporadicamente toccante. Lo sguardo sull'America dei pionieri, uomini spregiudicati e avidi, disposti a tutto per salvaguardare il proprio conto personale e intimamente razzisti (peculiarità incarnate idealmente nel personaggio di Tom Hardy) è trattato con un certo schematismo di fondo, quasi che al regista (qui anche sceneggiatore con Mark L. Smith) importi più che altro porre l'accento sull'impressionante tour de force fisico cui lo Hugh Glass interpretato da Leonardo DiCaprio si sottopone. Ne esce così un film che alterna momenti assai potenti (le battute iniziali e lo scontro con l’orso, in primis) ad altri meno riusciti, capace di emozionare e risultare interessante solo a tratti, mirabile nella costruzione di un immaginario algido e terribile ma non sempre all'altezza nel restituire pienamente la portata tragica ed epica di ciò che racconta. Girato in condizioni proibitive tra il Canada e l'Argentina, a temperature rigidissime e utilizzando la luce naturale, il che ne ha protratto di diversi mesi la lavorazione, definita dallo stesso regista “un vero e proprio inferno in terra”. Tre Golden Globe (miglior film drammatico, miglior regista e miglior attore protagonista in un film drammatico) e tre premi Oscar per la regia, la fotografia e l'interpretazione di Leonardo DiCaprio.
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