Amarga navidad
Amarga navidad
Durata
111
Formato
Regista
Madrid, 2026. Raúl (Leonardo Sbaraglia) è un regista che sta lavorando a una nuova sceneggiatura dal titolo Amarga Navidad, ambientata nel 2004, con al centro Elsa (Bárbara Lennie), suo alter ego. Elsa, a sua volta, alle prese con un amaro bilancio della sua vita, sta dando vita al copione del suo terzo film.
Dopo La stanza accanto, suo esordio in lingua inglese premiato con il Leone d'oro a Venezia nel 2024, Pedro Almodóvar torna in patria per realizzare il film in cui, con buona probabilità, tratteggia il ritratto più impietoso di se stesso e della sua ossessione per l'atto del creare di tutta la sua carriera. La necessità "patologica" di scrivere sceneggiature a cui dare poi forma plastica attraverso le immagini è il punto centrale della riflessione dell'ex "ragazzaccio" di Calzada de Calatrava, che moltiplica, rielabora e seziona gran parte del suo iconico bagaglio tematico: la vita che imita l'arte, il labile confine tra realtà e finzione, la mutevole identità individuale sono solo alcuni concetti che vengono amplificati forse come mai prima d'ora all'interno di un'interessante riflessione sul concetto al 100% almodovariano di autofiction (non a caso scelto come titolo internazionale). Fino a che punto ci si può spingere per raccontare una storia? L'espediente narrativo della frammentazione e duplicazione dei piani narrativi non è così elaborato ed elegante come in altri film del regista, ma la trovata del doppio alter ego (Almodóvar è sia Raúl, sia di conseguenza Elsa) aggiunge quella felice intuizione a un'opera che sarebbe potuta rimanere invischiata nelle secche dell'autoreferenzialità (per quanto il concentrarsi del regista spagnolo sulla sua personalità egoriferita sia elemento fondamentale del "gioco"). Almodóvar mette in discussione i concetti di verità e rappresentazione, svelando, attraverso il film stesso, come possa trovare nuova ispirazione parlando meno di stesso e concentrandosi di più su chi gli sta intorno. Una sorta di variante/reinvenzione più modesta ma comunque gustosa di Dolor y gloria (2019), capolavoro definitivo che racchiude un'intera carriera. Presentato in concorso a Cannes 2026.