Il Cileno
Durata
99
Formato
Regista
Aldo Marín (Camilo Arancibia) è un giovane minatore cileno, costretto a fuggire dal paese dopo l'inizio della dittatura per la sua militanza socialista. Lascia la moglie e un figlio appena nato e arriva a Torino insieme all'amico Chapa. Ma anche l'Italia in cui approda è attraversata dalla violenza politica degli Anni di Piombo. Avvicinato da Luciana (Sara Serraiocco), un'affascinante dottoressa, entra in contatto con un gruppo terroristico di estrema sinistra, dove viene apprezzato e ben remunerato per la sua capacità di maneggiare ogni tipo di esplosivo. La sua adesione alla lotta armata, sorprendente per radicalità, lo condurrà verso un tragico epilogo.
Il film è liberamente ispirato alla vera storia di Aldo Marín Piñones (1953-1977). Dopo il golpe del 1973, Marín passò attraverso Messico e Cuba, dove ricevette anche una formazione militare, prima di avvicinarsi alla sinistra rivoluzionaria italiana. La sua vicenda è stata ricostruita dal giornalista Juan Cristóbal Guarello nel libro Aldo Marín. Carne de cañón (2018), da cui il film prende spunto. Le premesse di questo lavoro erano interessanti: l'incipit sul Cile di Pinochet, osservato attraverso una dimensione rurale e popolare diversa da quella a cui ci ha abituato, per esempio, il cinema di Pablo Larraín; la figura dell'esule che si ritrova a combattere, quasi suo malgrado, una battaglia che non gli appartiene; e soprattutto lo sguardo di un regista straniero su un periodo così complesso della storia italiana. Purtroppo sono tutti spunti che vengono progressivamente dispersi. Le motivazioni che spingono Aldo ad abbracciare con tanta determinazione la lotta armata rimangono poco convincenti, così come non è mai davvero chiaro il suo rapporto con Luciana. I diversi elementi della storia – aborti clandestini, criminalità, gruppi anarchici, terrorismo e forze dell'ordine – si sovrappongono senza trovare un equilibrio, fino a un climax che sembra avvicinarsi più al poliziottesco degli anni Settanta che al dramma politico e personale delineato all'inizio. Nemmeno il fatto che la vicenda sia ispirata a eventi reali rafforza il racconto, al contrario, alcune scelte narrative sembrano forzate e il finale, in particolare, risulta piuttosto imbarazzante, invece di dare un senso compiuto alla tragedia del protagonista. In definitiva, Il Cileno è un'opera animata da intenzioni lodevoli e da una materia narrativa ricca, ma compromessa da evidenti limiti di scrittura e di struttura. Una grande occasione persa.