La Piccola Amélie
Amélie ou la Métaphysique des Tubes
Durata
75
Formato
Regista
Giappone, anni Sessanta. Amélie è la figlia più piccola di una famiglia belga che si trova in Estremo Oriente per il lavoro del padre. Nei suoi primi anni di vita, la bimba guarda il mondo con occhi incantati, convinta di essere al centro dell’universo, una sorta di divinità onnipotente. Accanto a lei c’è Nishio-san, la giovane domestica giapponese, che diventa la sua guida silenziosa, compagna di giochi e confidente, punto fermo in un mondo in continua trasformazione.
Adattamento del romanzo La Metafisica dei Tubi di Amélie Nothomb, edito in Italia da Voland nel 2002, La piccola Amélie segna l’esordio al lungometraggio di Liane-Cho Han Jin Kuang e Mailys Vallade ed è una delle opere prime d’animazione più emozionanti degli anni Venti del Nuovo Millennio. Trasporre il testo di Nothomb non era affatto semplice e il risultato è un toccante racconto di formazione, al cui centro brilla la ricerca di una consapevolezza e di una comprensione su quale sia il nostro posto nel mondo: non una divinità, come si sente inizialmente Amélie, ma una figura che cerca di trovare la giusta armonia nel flusso esistenziale e nei rapporti umani in cui si ritrova. Nella sua delicatezza e semplicità apparente, un film estremamente complesso, profondo e capace di farci ascoltare – in maniera credibile – i possibili pensieri di una bambina che sta per compiere tre anni e che sta scoprendo cosa vuol dire essere viva, imparando anche a capire cosa sia la morte e provando ad affrontare le prime, grandi delusioni esistenziali. Ancora più dolce e commovente del romanzo di partenza, La piccola Amélie è un impressionante tour de force emotivo, in cui gli autori riescono a farci (ri)sentire ciò che prova la bambina al centro della narrazione tramite uno stile visivo d’altri tempi, essenziale eppure ricchissimo, minimalista e coloratissimo allo stesso tempo, dove le “performance divine” di Amélie (splendida la sequenza in cui divide le acque come Mosè) finiranno sempre per portarla a scontrarsi con la dura realtà. Notevoli anche i personaggi di contorno (dalla nonna a Nishio-san), figure ben scritte, adeguatamente approfondite e capaci da fungere da ulteriore valore aggiunto per questa piccola, grande gemma animata. Il film è stato presentato al Festival di Cannes tra le Proiezioni speciali.