Les roches rouges
Les roches rouges
Durata
91
Formato
Regista
Sulla Costa Azzurra, due gruppetti di bambini, di età compresa tra i cinque e gli otto anni, si sfidano nel loro gioco preferito: tuffarsi dalle rocce rosse nei pressi di Saint-Raphaël. Nel corso di un'estate scopriranno un mondo in cui l'amicizia si mescola alla rivalità e dove i primi accenni d'amore diventano fonte di tensione.
Bruno Dumont torna alla Quinzaine des cinéastes, sezione autonoma del Festival di Cannes da cui aveva iniziato la sua carriera con il lungometraggio d'esordio L'età inquieta (1997), con un piccolo film che si concentra sul mondo preadolescenziale con tatto e delicata poesia del quotidiano. Un pedinamento del reale con al centro sei piccolissimi attori non professionisti, tra cui spicca Géo, interpretato dall'irresistibile Kaylon Lance, sorta di P'tit Quinquin arguto, tenerissimo e intraprendente con quella punta di innocente "cattiveria" tipica dei bambini. L'autore francese lascia da parte sottotesti filosofici e lampi di violenza peculiari del suo cinema, concedendo solo un sottile momento di tensione verso il finale. Un ritorno alle origini per Dumont, lontanissimo dall'approccio sporco e intellettuale di altre sue opere più radicali. Pur nella sua estrema semplicità, il film offre un'interessante riflessione sul confine tra fiction e documentario, giocando sulla resa attoriale dei ragazzini, la cui innata spontaneità è costantemente minata dalla presenza tangibile della videocamera. Girato con un budget irrisorio e con mezzi di ripresa semplicissimi, il film è perfettament in sintonia con la purezza dei suoi protagonisti, con i loro gesti naturali, con i loro momenti di ilarità e con le prime avvisaglie di possibili conflitti tra loro. Un'avventura "da grandi" in scala ridotta, leggibile anche come una variante del Romeo e Giulietta di Shakespeare.