Si sveglia e sbadiglia, il gatto; poi l'amore
Durata
130
Formato
Regista
Tre mesi nella vita di Chiara (Carlotta Velda Mei), un’attrice di quasi quarant’anni che cerca la sua strada in una Roma frenetica e indecifrabile. Invisibile, precaria, perennemente inquieta, Chiara accumula un’esperienza dopo l’altra alla ricerca disperata di qualcosa che la faccia sentire viva.
Alla loro prima esperienza insieme dietro alla macchina da presa, Federico Francioni (classe 1988) e Samuele Sestieri (classe 1989) hanno dato vita a una sorta di "kolossal" all'interno del sistema produttivo iper indipendente italiano, girato in sessantacinque giorni nell'arco di un anno. Cinema libero e corsaro all'ennesima potenza, che, cercando uno spiraglio emotivo nelle pieghe del presente, ragiona sul senso delle immagini e sulla creazione di immaginari autentici oggi, in una realtà contemporanea piegata alle logiche standardizzate dell'intelligenza artificiale. E che, soprattutto, ha il pregio di costruire, attraverso un eterogeneo mosaico di situazioni, anche un personale ritratto femminile, di donna e di attrice. Chiara, cuore pulsante del film, interpretata dalla bravissima Carlotta Velda Mei (co-autrice dell'opera), è un bagliore di umanità che illumina un mondo spersonalizzante, all'interno di una narrazione non lineare in cui, all'universo arido e pacchiano di una Roma sull'orlo del collasso, i due registi e sceneggiatori contrappongono il loro sguardo umanissimo, ben bilanciato tra l'approccio documentario di Francioni e la visione romantica di Sestieri. Il risultato è un film sperimentale dalle ambizioni elevatissime, da difendere come atto di resistenza cinematografica nonostante, in alcune occasioni, appaia un po' ripiegato su se stesso nel pur lodevole e coraggioso tentativo di ambire a essere un'ipertrofica esperienza cinematografica concettuale. Una visione appagante soprattutto per chiunque decida di abbandonarsi e credere in qualcosa di nuovo, al di là di qualsiasi convenzione di genere. I rimandi e gli affettuosi omaggi a tanto cinema d'autore (da Malick a Godard, passando per Kechiche e La bestia di Bonello, tanto per fare qualche esempio) sono vezzi piacevoli e molto ben calibrati. «Questo film nasce da un quotidiano instabile e precario: il nostro. Sullo sfondo di una Roma sempre più feroce, volevamo dare forma a incubi, paure e premonizioni che ci opprimono» (Federico Francioni, Samuele Sestieri). La voce dello speaker è quella di Stefano Andrea Macchi. Presentato nella sezione Notti Veneziane delle Giornate degli Autori.