L'inconnue
L'inconnue
Durata
139
Formato
Regista
David (Niels Schneider), timido fotografo quarantenne, viene convinto da alcuni amici a partecipare a una serata con loro. Dopo aver preso una pasticca psicotropa, nota nella folla una donna misteriosa (Léa Seydoux) che inizierà a seguire e con cui avrà un rapporto sessuale prima di addormentarsi. Al risveglio la sua anima si troverà nel corpo di lei…
Mescolando Blow-up di Michelangelo Antonioni con It Follows di David Robert Mitchell, il regista e sceneggiatore Arthur Harari (che aveva firmato la sceneggiatura di Anatomia di una caduta insieme alla compagnia Justine Triet) adatta il suo graphic novel Le cas David Zimmerman, scritto insieme al fratello Lucas, e firma un lungometraggio indubbiamente curioso e intrigante, che finisce però per affascinare soltanto nella prima parte. L'inconnue mette insieme diverse premesse capaci di coinvolgere – la macchina fotografica come oggetto in grado di rubare l’anima ma anche riflessioni sul gender e sul cambio di prospettiva da un sesso all’altro – che però non trovano adeguato compimento col passare dei minuti. L’asticella dell’ambizione filosofica e i riferimenti alla metempsicosi avrebbero necessitato di una struttura drammaturgica più solida per essere valorizzati al meglio, seppur l’attenzione nei confronti di questo bizzarro e un po’ pasticciato lungometraggio rimanga alta fino al termine. Alcuni buchi di sceneggiatura sono gravi, seppur il film si possa in parte salvare per le atmosfere perturbanti complessive e per la capacità di far nascere numerose interpretazioni al termine dei titoli di coda. Buona prova di Léa Seydoux, meno convincente Niel Schneider. Curiosità: il regista rumeno Radu Jude interpreta il padre di una terza ragazza coinvolta nel mistero che cambierà le vite dei due protagonisti. Presentato in concorso al Festival di Cannes.