Bronson
Bronson
2008
Paese
Gran Bretagna
Generi
Azione, Biografico, Thriller
Durata
92 min.
Formato
Colore
Regista
Nicolas Winding Refn
Attori
Tom Hardy
Kelly Adams
Luing Andrews
Katy Barker
Gordon Brown
Storia – incredibilmente vera – di Michael Gordon Peterson, in arte Charles Bronson (Tom Hardy). Ragazzo di buona famiglia da sempre incline alla violenza, viene arrestato per la prima volta nel 1974: è solamente l'inizio di una lunga carriera criminale che lo porterà a diventare il prigioniero più famoso d'Inghilterra. Nicolas Winding Refn si cimenta con il biopic, stravolgendone le regole a proprio uso e consumo: la storia di Charles Bronson viene raccontata in maniera frammentata e senza una linearità vera e propria, delineando in realtà i contorni di una riflessione sulla violenza (e sulla messa in scena della stessa) che è invano cercare in prodotti analoghi più addomesticati e tendenti alla sociologia, dato che in questo caso essa è trasposta in maniera ludica e sfrenata, assatanata e postmoderna, tra echi di Arancia Meccanica (1971) e una dimensione performativa e teatrale della criminosità che lascia veramente annichiliti, quando non di stucco. La rabbia come manifestazione di forma artistica, imprigionata – letteralmente – dentro un corpo sempre pronto ad esplodere, vessato o forse ingigantito e inorgoglito dalle catene imposte da una reclusione forzata: è questa la principale chiave di lettura attraverso la quale rileggere le gesta turpi del protagonista, come se Bronson fosse soprattutto la rappresentazione di una fisicità ribelle e incontenibile, un saggio per immagini, rigorosamente barocche e ultraviolente, sul crimine e i suoi orizzonti “creativi” e libertari. Nonostante tale componente estetica dirompente e impressionante, assecondata dall'adesione fisica, guascona e muscolare di uno strepitoso Tom Hardy, è anche uno dei film in cui emerge maggiormente l'ego del regista danese, più interessato alla componente visiva e pop che non alla coesione generale e alle reali implicazioni formali del suo prodotto, anche a costo di risultare volutamente parossistico ed esageratamente ambiguo, in più di un momento, sotto il profilo strettamente morale. Fotografia di Larry Smith. Nella colonna sonora The Walker Brothers, Pet Shop Boys, New Order, ma anche Giuseppe Verdi, Anton Bruckner, Richard Wagner, Giacomo Puccini e Richard Strauss. Presentato al Sundance Film Festival.
Maximal Interjector
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