Il buco
2021
Paesi
Italia, Francia, Germania
Genere
Drammatico
Durata
93 min.
Formato
Colore
Regista
Michelangelo Frammartino
Attori
Nicola Lanza
Antonio Lanza
Paolo Cossi
Denise Trombin
Jacopo Elia
Durante il boom economico degli anni Sessanta, l'edificio più alto d'Europa viene costruito in Nord Italia. All'altra estremità del paese, un gruppo di giovani speleologi esplora la grotta più profonda d'Europa nell'incontaminato entroterra calabrese.  L'avventura degli intrusi passa inosservata agli abitanti di un piccolo paese vicino ma non al vecchio pastore dell'altopiano del Pollino, la cui vita solitaria comincia a intrecciarsi con il viaggio del gruppo.

Si può partire proprio dalla sinossi per analizzare Il buco, terzo lungometraggio di Michelangelo Frammartino dopo Il dono del 2003 e Le quattro volte del 2010. Perché in fondo, alla base di questo film, c’è proprio un ragionamento sull’alto e il basso, non tanto come collegamento con il Nord e il Sud ma proprio in relazione a una società che mentre cercava di andare sempre più su, si dimenticava (forse) di guardare giù. Il boom economico visto al contrario, con un gruppo di esploratori che raggiungono per la prima volta il fondo dell’abisso del Bifurto, a quasi 700 metri di profondità. Le riflessioni proposte da Frammartino sono fin troppo didascaliche e fin troppo esplicite mentre di tutt’altro spessore è la forza fotografica di un lungometraggio dalla lavorazione lunghissima, che mostra una bellezza naturale che lascia senza parole tanto da sfiorare il misticismo. La cinepresa si avventura nelle profondità della grotta portando anche noi spettatori a trasformarci in speleologi curiosi: come ne Le quattro volte, che rimane il film migliore di Frammartino, l’attenzione al rapporto tra gli esseri umani e l’ambiente è fortissima e la cura formale del regista in questo senso non è soltanto per l’apparato visivo (notevolissimi gli squarci di luce in mezzo al buio profondo delle grotte), ma anche per quello sonoro. Alcuni passaggi che collegano l’esplorazione con la vita del vecchio pastore possono risultare forzati, ma il legame trova un senso profondo nel bel finale messo in scena nella pellicola. Presentato in concorso alla Mostra di Venezia 2021 e vincitore del Premio Speciale della Giuria.
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