L'illusionista
L'illusionniste
2010
Paesi
Francia, Gran Bretagna
Generi
Animazione, Sentimentale
Durata
80 min.
Formato
Colore
Regista
Sylvain Chomet
Un anziano illusionista in declino incontra, in un pub sperduto nelle campagne scozzesi, una ragazzina ingenua che lo crede un vero mago e decide di seguirlo fino a Edimburgo. La vita in città però è dura, il pubblico è troppo esigente e per l'uomo sarà sempre più difficile non deludere la sua giovane amica.

Tratto da una sceneggiatura non realizzata di Jacques Tati, L'illusionista è una piccola grande opera di animazione (praticamente muta) che, grazie a un tocco visivo di rara delicatezza, dà vita a un protagonista memorabile: un'illusionista ormai incapace di stupire un pubblico troppo disincantato per credere alle sue piccole magie. Attraverso gli occhi ancora puri della ragazzina, sembra rivivere la meraviglia, ma è solo un ultimo fremito prima della disillusione finale che costringe la contemporaneità a un arido presente di raziocinio, senza la dolce consolazione della suspension of disbelief (la “sospensione dell'incredulità”). Il rapporto impossibile, filiale e amoroso a un tempo, tra l'anziano e la giovane è tratteggiato con sensibilità, con una vaga ma persistente reminiscenza dell'amore tra Calvero e la ballerina in Luci della ribalta (Charlie Chaplin, 1952) e il contrasto tra la beata ignoranza innocente della campagna scozzese e la consapevolezza priva di fascino della città si fa sempre più aspro. L'omaggio a Tati si rende ancora più evidente dalle fattezze del protagonista (che si chiama Tatischeff: vero nome dell'autore di Playtime del 1967) e la malinconia di cui la pellicola è profondamente permeata, nonostante i molti siparietti comici, lascia un retrogusto di amarezza e di rimpianto per la perdita dell'innocenza che non possono non ricondurre alle magistrali pellicole di Monsieur Hulot. Notevolissimo.
Maximal Interjector
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