8
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2008
Paese
Francia
Genere
Drammatico
Durata
103 min.
Formati
Colore, Bianco e Nero
Registi
Jane Campion
Gael García Bernal
Jan Kounen
Mira Nair
Gaspar Noé
Abderrahmane Sissako
Gus Van Sant
Wim Wenders
Attori
Ranvir Shorey
Konkona Sen Sharma
Ingvar Eggert Sigurðsson
Justine Clarke
Russell Dykstra
In otto cortometraggi altrettanti registi illustrano gli obiettivi strategici per il nuovo millennio fissati dalle Nazioni Unite nel 2000: sradicamento della fame nel mondo, accesso all'educazione primaria globale, uguaglianza tra i sessi, riduzione della mortalità infantile, tutela della salute delle gestanti, lotta all'AIDS, sostenibilità ambientale, partnership globale per lo sviluppo. Molto diversi gli approcci scelti dai cineasti coinvolti in questo progetto. Jane Campion (The Water Diary) osserva il problema della siccità e dei condizionamenti climatici attraverso lo sguardo dei bambini nell'outback australiano. Gaspar Noè (SIDA) in uno dei corti più intensi descrive con crudezza la malattia dell'AIDS, filmando a distanza ravvicinata il corpo di un malato. Efficaci anche i contributi del mauritano Abderrahmane Sissako e dell'olandese Jan Kounen. Nel primo (Tiya's dream) una bambina africana lotta contro ogni avversità pur di realizzare i suoi desideri. Nel secondo (The story of Panshin Beka), girato in un bellissimo bianco e nero, si narra la tragica vicenda di un parto nel cuore della foresta amazzonica. Meno memorabili gli altri cortometraggi. Essenziale quello di Gus Van Sant (Mansion on the hill), con un pedinamento di alcuni giovani occidentali sullo skateboard intervallato da dati sulla mortalità infantile nel mondo. Puramente enunciativo e didattico quello di Wim Wenders (Person to Person), sul microcredito come forma di riscatto economico per i paesi poveri. Effimero quello di Gael Garcìa Bernal (The Letter), sull'importanza della scolarizzazione primaria. Francamente brutto quello di Mira Nair (How can it be?), sulla parità di genere.
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