Di questo non si parla
De eso no se habla
Durata
106
Formato
Regista
La benestante Leonor (Luisina Brando) vive sola con la figlia Carlota (Alejandra Podesta), giovane ragazza con nanismo. La donna ama la figlia ma al contempo se ne vergogna e non vuole che si parli della sua disabilità. L’intelligenza e il talento di Carlota, però, attirano l’attenzione di Ludovico D’Andrea (Marcello Mastroianni), immigrato italiano maturo ma ancora fascinoso.
L’ultimo film di Bemberg, presentato in competizione a Cannes, porta nuovamente in scena quello che è stato a tutti gli effetti il fil rouge della filmografia della regista: l’amore impossibile, ostacolato, fuori dagli schemi. Qui si tratta di differenza di età e di disabilità; argomenti che avrebbero meritato più spazio e più approfondimento da parte della sceneggiatura, che ha come limite principale il non sapere bene quale direzione prendere tra quella realista e quella simbolica. Il finale, infatti, ha il sapore del racconto fiabesco, con una principessa moderna che abbandona la torre d’avorio in cui la madre l’ha rinchiusa per inseguire un sogno di libertà. Però la caratterizzazione di Carlota non supporta appieno questo cambiamento, che risulta piuttosto gratuito, così come altri momenti grotteschi (il personaggio del sindaco su tutti, che rappresenta una comicità grezza del tutto fuori fuoco rispetto al resto dell’operazione). La regia regala però certi bei quadri, così come sono solide le interpretazioni, anche di un Mastroianni come sempre elegante e credibile, nonostante l’ostacolo di dover recitare in un’altra lingua. Il film è ambientato nel quartiere storico di Colonia del Sacramento, magnifica cittadina uruguaiana patrimonio UNESCO, la cui atmosfera, insieme al buon livello di costumi e scenografia, trasporta il pubblico in un passato insieme prossimo e fuori dal tempo, senza alcun riferimento politico contestualizzabile. Tratto da un racconto breve di Julio Llinás, padre del grande regista Mariano e dell’attrice Verónica, qui impegnata in un piccolo ruolo.