Succederà questa notte
Dove vederlo
In sala - Dal 03/12
Durata
103
Formato
Regista
Greta (Jasmine Trinca) e Matteo (Louis Garrel) si incontrano sempre nel momento sbagliato. Il loro amore sembra destinato a non poter mai sbocciare in maniera definitiva. I due, però, sono disposti ad aspettarsi per anni. Ma succederà prima o poi?
Dopo Tre Piani (2021), Nanni Moretti torna ad adattare l’opera dello scrittore israeliano Eshkol Nevo, autore che il regista ha più volte indicato tra le proprie passioni letterarie. Alla base di Succederà questa notte ci sono, infatti, diversi racconti tratti dalla raccolta Legami, a cui Moretti, insieme alle sceneggiatrici Federica Pontremoli e Valia Santella, attinge liberamente, sottraendo e ricomponendo qua e là personaggi, relazioni e immagini, per creare un intreccio autonomo. Come già accadeva in Tre Piani, Moretti orchestra un articolato mosaico di sentimenti e legami familiari mettendo al centro la storia d’amore tra Greta e Matteo: due sfortunati amanti il cui sentimento sembra condannato a rimanere costantemente sospeso, impossibilitato a trasformarsi in un atto definitivo. Eppure, i due personaggi costruiti da Moretti sembrano sempre in grado di andare oltre, animati dal desiderio di una nuova occasione, dall’idea che ci sia sempre un tempo in cui le cose possano ancora accadere. È, infatti, nel tempo dell’immaginazione, della possibilità di evadere anche solo per qualche istante dalla realtà, che Succederà questa notte trova i suoi momenti più incisivi e toccanti. Frammenti di grande vitalità cinematografica, come la sequenza di danza con in sottofondo She’s a Rainbow dei Rolling Stones, in cui la messa in scena sembra liberarsi dagli schemi con cui, fino a quel momento, era stata raccontata la vita dei protagonisti. Non tutto, però, funziona: il film fa fatica a carburare e alcuni passaggi risultano meno compatti, quando non apertamente approssimativi, come, ad esempio, la sequenza del concerto di Bruce Springsteen in Spagna. A prevalere, tuttavia, è la rinnovata fiducia che Moretti sembra riporre nella vita, così come nel proprio cinema. Con una sequenza finale bella ed estremamente toccante che, ricalcando quella del precedente Il sol dell’avvenire (2023), sembra aprirsi su un altrove possibile. Un ostinato quanto necessario gesto di fiducia nei confronti del futuro e delle immagini. Il film è stato presentato in Concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2026, festival a cui Moretti mancava da ben trentasette anni.