La vergine indiana
Maria Candelaria
Durata
102
Formato
Regista
Un pittore (Alberto Galán) viene intervistato a proposito di un quadro di nudo femminile. Recalcitrante, decide infine di raccontare la tragica storia di María Candelaria (Dolores Del Río) e di Lorenzo Rafael (Pedro Armendáriz), giovane coppia innamorata ma impossibilitata a sposarsi per via dei pregiudizi del villaggio.
Ambientato nel 1909 nella suggestiva cornice lacustre di Xochimilco, il film mette in campo tre dei numi tutelari degli anni d’oro del cinema messicano: oltre ai due protagonisti, anche il regista Emilio Fernández. Grazie anche alla vittoria (condivisa) del premio principale durante la prima edizione del festival di Cannes, la pellicola è diventata esemplare rappresentazione del cinema del periodo. Il melodramma è sentito e credibile, la ricostruzione storica evocativa ed è impossibile non empatizzare con la povera María. Interessante anche il discorso sui pregiudizi di una società che punisce la protagonista solo perché la madre fu costretta a prostituirsi per vivere: la caccia alla deviazione dalla norma si fa materialissima in un finale crudele e commovente. Qualche didascalismo (il personaggio del prete) poteva essere evitato, e i personaggi secondari, compreso in malvagio don Damián (Miguel Inclán), avrebbero potuto essere meglio approfonditi, ma il risultato è comunque apprezzabile. Il fiore all’occhiello dell’operazione è la magnifica fotografia di Gabriel Figueroa, premiata sia a Cannes che a Locarno.