Frankenstein
Frankenstein
1931
Paese
Usa
Genere
Horror
Durata
70 min.
Formato
Bianco e Nero
Regista
James Whale
Attori
Colin Clive
Mae Clarke
Boris Karloff
John Boles
Dwight Frye
Il dottor Frankenstein (Colin Clive), con l'aiuto del servitore deforme Fritz (Dwight Frye), dà vita a una creatura (Boris Karloff) assemblata con parti di cadaveri, nel tentativo di scoprire il segreto dell'immortalità. A causa di un cervello guasto, il mostro diventerà pericoloso e aggressivo, seminando il panico nella piccola comunità.

Tratto dal romanzo di Mary Shelley e dall'adattamento teatrale di Peggy Webling, molto famoso all'epoca, il Frankenstein di James Whale ricopre un ruolo di grandissima importanza nella storia del cinema dell'orrore (e non solo). Capostipite di una lunga serie di film aventi come protagonista la smisurata creatura, la cui rappresentazione iconografica (testa piatta, scarpe ortopediche, bulloni conficcati nel collo) è frutto della creatività del geniale truccatore Jack Pierce, che ben seppe sfruttare la particolare fisionomia di Boris Karloff, trasformandolo in una maschera immortale. L'accoppiata scienziato pazzo-servitore mostruoso, il laboratorio nei sotterranei del tetro castello e l'accatastarsi di macchinari affascinanti e bizzarri, di cui spesso si ricorderà Tim Burton nella sua opera, diventeranno paradigmi del genere horror. James Whale, grazie anche all'intensità del suo protagonista, seppure ostacolato da un costume intrappolante, riesce a restituire umanità a una creatura rozza ma toccante nella sua disperata e disarmante solitudine. Notevole anche Clive nell'incarnare l'ossessione superomistica dello scienziato che desidera assurgere al rango di divinità («Oh, in nome di Dio! Ora so cosa significa sentirsi un Dio!», esclama dopo aver dato vita al mostro) e che, gradualmente, prende coscienza del prezzo del suo atto sacrilego. Una scenografia dai richiami espressionisti e una fotografia gotica, fortemente chiaroscurata, completano l'insieme, accompagnandosi a una colonna sonora melancolica e struggente. La sequenza finale nel mulino infuocato è da antologia, ma altrettanto memorabili sono la nascita della creatura, l'incontro con la piccola Maria, il furto dei cadaveri nel cimitero. Inizialmente per la parte del mostro era stato contattato Bela Lugosi, che realizzò anche un provino. Tra gli omaggi più originali, proprio quello di Tim Burton con il suo Frankenweenie, mediometraggio del 1984 trasposto in animazione stop motion nel 2012.
Maximal Interjector
Browser non supportato.