Jackie
Jackie
2016
Paesi
Usa, Cile
Generi
Biografico, Drammatico
Durata
95 min.
Formato
Colore
Regista
Pablo Larraín
Attori
Natalie Portman
Peter Sarsgaard
Greta Gerwig
Billy Crudup
Max Casella
Corey Johnson
Beth Grant

Dallas, novembre 1963: nei quattro giorni successivi l’assassinio del presidente John Fitzgerald Kennedy, la First Lady Jacqueline Kennedy (Natalie Portman) deve fare i conti prima con i concitati attimi susseguenti la tragedia e poi a riconquistare fiducia, consolare i figli e definire l’eredità storica del marito.

Dopo Neruda, Pablo Larraín torna a confrontarsi con il biopic e lo fa sempre in maniera decisamente originale e personale, disattendendo qualsiasi possibile cliché, trascendendo il genere e i suoi canoni per imbastire un discorso più complesso e stratificato. Partendo da uno dei temi più cari del suo cinema, il contrasto tra pubblico e privato (e tra la realtà e la sua rappresentazione), il cineasta cileno costruisce intorno alla sua protagonista (una splendida Natalie Portman) un affresco profondamente umano su una icona che è prima di tutto donna, con le sue fragilità e le sue paure, le sue contraddizioni e la sua capacità di amare in maniera pura, sincera e incondizionata, mostrandosi al contempo risoluta e sperduta davanti a un mondo che le crolla addosso. Dietro la figura pubblica, elegante e impeccabile anche nella manifestazione del lutto, c’è una persona mossa da sentimenti contrastanti, un animo forte e debole allo stesso tempo, chiamato a confrontarsi improvvisamente con un indicibile dolore e con tutte le sue conseguenze. Ma Jackie è anche una riflessione sulla crudele labilità del tempo e della memoria, oltre che sull’universale senso di solitudine e inadeguatezza dinanzi al volgere degli eventi che accomuna ogni essere umano, speranzoso di lasciare un segno di sé nelle pagine della storia, dando un senso alla propria esistenza e alla propria sofferenza, quotidiana o straordinaria che essa sia, sempre alla ricerca di un barlume, sfuggevole e intenso, di felicità e della propria personale Camelot. Pur mantenendo una certa linearità narrativa, il film di Larraín vive di ellissi mai gratuite, sempre funzionali e coerenti nello sviluppare i propri assunti, riuscendo a toccare le corde emotive dello spettatore con una grazia e una semplicità davvero uniche, regalando una struggente opera d’arte, dolente ritratto di una figura storica e di un mondo tutto. Premio per la miglior sceneggiatura (Noah Oppenheim) alla Mostra del Cinema di Venezia 2016.

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