Nick mano fredda
Cool Hand Luke
1967
Paese
Usa
Generi
Drammatico, Thriller
Durata
126 min.
Formato
Colore
Regista
Stuart Rosenberg
Attori
Paul Newman
George Kennedy
J.D. Cannon
Lou Antonio
Robert Drivas
Strother Martin
Jo Van Fleet
Clifton James
Harry Dean Stanton
Dennis Hopper
Morgan Woodward
Luke Askew
Nick (Paul Newman) viene condannato a due anni di lavori forzati per aver smontato da ubriaco dei parchimetri. Brillante, antiautoritario, sarcastico, irriverente, diventa presto amatissimo dai compagni e temuto dalle guardie, conquistando anche Dragline (George Kennedy), il “maschio alfa” della camerata. Quando la sopportazione finisce, Nick inizia a tentare la fuga, testardamente e disperatamente, senza pensare alle conseguenze. Siamo alla vigilia del 1968 e Hollywood cova già nella sua crisi la rivoluzione estetica prossima ventura (la New Hollywood cui questo film non appartiene, ma che annuncia), intercettando le istanze di un decennio “pieno” come i Sessanta americani. Il “Nick mano fredda” di Paul Newman diventa presto e per sempre un'icona: un “ribelle senza causa” che paga con i lavori forzati la bravata di una serata alcolica, ma che non si piega a un sistema di cui non potrà mai fare parte. Eroe classico ma destinato alla sconfitta, Nick si spezza ma non si piega e con sé porta i compagni, a cominciare dal Dragline di George Kennedy, prima “zio Tom” che perpetua i sistemi e le regole dell'oppressione, poi compagno di sfida, fuga e ribellione. Non stupisce, quindi, la fortuna dell'opera nei contesti più disparati, a cominciare dall'attivismo nero (Spike Lee lo ama e cita spesso) che ne fanno un cult atto a emozionare e a parlare alla contemporaneità. Il risultato è notevole, anche perché la confezione è efficacissima e i dialoghi sempre credibili e scritti con cura. Attenzione alla versione italiana: a parte il cambio di nome (in originale Luke) del protagonista e la perdita del significato del titolo (“cool hand” è una buona mano a poker, il soprannome vale quindi come “fortunato”), manca completamente la leggendaria scena in cui, per scommessa, Newman ingurgita cinquanta uova sode, chiusa con un'iconografia cristologica che disvela i simbolismi della trama ma che urtò la censura italiana. Oscar come miglior attore non protagonista a George Kennedy.
Maximal Interjector
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