Sul più bello
2020
In sala
dal 22/10
Paese
Italia
Generi
Drammatico, Commedia
Durata
90 min.
Formato
Colore
Regista
Alice Filippi
Attori
Ludovica Francesconi
Giuseppe Maggio
Eleonora Gaggero
Jozef Gjura
Gaja Masciale
La giovanissima Marta (Ludovica Francesconi), tanto simpatica quanto bruttina, soffre dalla nascita di una rara malattia genetica. Innamoratasi di Arturo (Giuseppe Maggio), bello, sicuro di sé e per lei completamente inarrivabile, farà di tutto per conquistarlo. Ma il tempo non gioca a suo favore.

È un esordio curioso, vitale e bizzarro, quello di Alice Filippi, che in Sul più bello adatta l’omonimo romanzo di Eleonora Gaggero e porta sul grande schermo la vicenda di una ragazzina affetta da una malattia degenerativa dal nome buffo, la mucoviscidosi, ma non per questo meno cronica e impietosa. Di teen movie americani dai risvolti sentimentali con protagonista malata se ne sono visti a iosa, ma Sul più bello, curioso prototipo all’italiana di quel filone, ha il merito di smarcarsi più che parzialmente da essi e di ribaltarne gli assunti in maniera spesso ironica. Ci riesce soprattutto, più che con la messa in scena, grazie alla forza eversiva della protagonista, ben interpretata dalla giovanissima e sorprendente Ludovica Francesconi: la sua Marta è orfana, vive con due migliori amici gay (interpretati, molto bene, da Gaja Masciale e Josef Gjura) che stanno tentando di avere un figlio e lavora alla Coop come voce degli annunci, occupazione che gestisce con seducente, incontenibile parlantina e altrettanta impudica e pedante brillantezza, un po’ come tutto quello che fa. Si mette in testa di rimorchiare il più ragazzo più figo della scuola, Arturo Selva (una sorta di Edoardo Leo più incupito, rampollo di una famiglia torinese abbiente) quasi per mero capriccio: un guanto di sfida ai limiti di una malattia che le vieterebbe sulla carta di sognare, di gettare il cuore oltre l’ostacolo, di coltivare l’azzardo e di rivendicare il diritto a meritarsi, come tutti, dei sogni. È invece proprio da questi elementi, proposti in chiave solare e positiva, che Sul più bello trae una discreta dose di originalità e verve, perché il corteggiamento, che inizia come stalkeraggio, rivela più di una sorpresa, non si limita a essere la consueta vicenda della ragazzina sgraziata, poco avvenente ma intelligentissima che conquista il bello e dannato di turno e tutti i caratteri, seppur con delle coordinate a tratti eccessivamente balzane, zuccherose e fumettistiche, sono messi a fuoco con calore e umanità, oltre che con una certa tendenza a erodere tanti stereotipi. Le stramberie proposte dalla sceneggiatura a tratti mostrano la corda, ma lo sguardo pastello (non per questo fasullo e plastificato) colpisce nel segno, emozionando senza ricatto e lasciando passare solo limitamente e sottobanco dei passaggi più ingenui e acerbi. Diversi i debiti col cinema di Wes Anderson nel tratteggio della protagonista, troppo acuta e consapevole per sorbirsi qualsivoglia bugia, come lei stessa dice nell’intenso e commovente dialogo finale col suo medico, sono a tratti molto evidenti (si veda il suo abbigliamento da Tenenbaum nella sequenza della cena di famiglia in casa Selva e uno stacco di montaggio sul circolo canottieri che cita in maniera piuttosto letterale Moonrise Kingdom), ma in compenso mai pretestuosi, in linea con un’operazione volenterosa nel fare della propria tavolozza cromatica un pattern di colori che siano anche vettori di un sentimento di disagio sgargiante e, al contempo, di energia generazionale senza compromessi: tanto nel racconto della malattia, quanto nell’esplorazione dei rompicapi magici, dolorosi imprevedibili di quegli amori che, sospesi tra l’adolescenza e la maturità, finiscono col fare sempre storia a sé. In colonna sonora il brano omonimo SuL Più BeLLo di Alfa e Yanomi, Michael Bublé e la struggente hit mondiale Control di Zoe Wees. Presentato nella sezione Alice nella città della Festa del Cinema di Roma 2020. 
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