Le verità
La vérité
2019
In sala
dal 10/10
Paesi
Francia, Giappone
Genere
Drammatico
Durata
106 min.
Formato
Colore
Regista
Hirokazu Kore-Eda
Attori
Catherine Deneuve
Ethan Hawke
Juliette Binoche
Ludivine Sagnier
Roger Van Hool

Fabienne (Catherine Deneuve), grande attrice francese ormai al crepuscolo della carriera, riceve la visita della figlia sceneggiatrice Lumir (Juliette Binoche), accompagnata dal compagno Hank (Ethan Hawke) e dalla figlioletta. Il ricongiungimento, dopo il lungo periodo di lontananza, sarebbe l’occasione per celebrare la pubblicazione dell’autobiografia di Fabienne, ma frizioni e incomprensioni di vecchia data non tardano a manifestarsi.

Al suo esordio in un film non in lingua nipponica, dopo aver ottenuto la Palma d'oro a Cannes un anno prima con Un affare di famiglia, Hirokazu Kore-Eda (qui regista, sceneggiatore e montatore) chiama a sé un trio di formidabili attori per una produzione franco-giapponese che si nutre di tutta la sensibilità del proprio autore, il quale decide di mantenersi su un territorio conservativo per quanto riguarda gli snodi narrativi, giocando tutto sulla geometrica perfezione del ritmo della storia, le finezze di scrittura e la magnifica resa degli interpreti. Un film di gusto esplicitamente francese, baciato dalla grazia, che presenta una vicenda omogenea e lineare, il cui limite maggiore risiede forse nel fatto di adagiarsi su binari fin troppo consolidati. Gli attriti all’interno del nucleo famigliare che riaffiorano nel momento di una forzata convivenza non sono certo una novità, e la tendenza di Kore-Eda ad accomodarsi sulla forza della parola e su stoccate di facile impatto nei dialoghi limita un po’ l’entusiasmo generale. Eppure, nonostante questo, è un prodotto toccante e riuscito, che ha il suo grande punto di forza nella capacità di non avere momenti di flessione, né di cadere in ridondanti cortocircuiti emotivi allo scopo di forzare la mano sul versante sentimentale. Seppure qui ampli il proprio orizzonte cinematografico, abbracciando anche un target mainstream, principalmente sfruttando il richiamo fornito dall’appeal del cast, Kore-Eda non dà l’impressione di abbassare la sua autorialità, limitandosi semplicemente a renderla più malleabile grazie a qualche piccolo accorgimento che strizza l’occhio al grande pubblico. Un’opera solida e priva di sbavature, che ha il pregio di toccare le corde del metacinema (geniale la scelta di usare la sci-fi per sottolineare il rapporto tra Fabienne e Lumir) senza diventare eccessivamente autoreferenziale, guardando al tempo che scorre non con tronfia malinconia ma, anzi, con sguardo disteso e rassicurante verso il futuro. Magnifica Catherine Deneuve, figura centrale di tutta l’operazione, capace di mettersi in gioco con raffinata ironia e intelligente sarcasmo. Fotografia di Éric Gautier. Film di apertura, in concorso, alla Mostra del Cinema di Venezia 2019.

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