Los inundados
Los inundados
Durata
87
Formato
Regista
I poveri abitanti di un insediamento sulle sponde del Salado subiscono gli effetti di un’inondazione: sfollati e sfruttati dalla politica, vedranno per la prima volta il mondo oltre il fiume.
Una commedia dai toni picareschi che va a braccetto con il neorealismo. Del resto, Fernando Birri si formò al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e l’influenza italiana in questo suo primo lungometraggio c’è e si vede, a partire dalla scelta di dirigere, per la maggior parte, attori non professionisti. Ma il regista, tra i massimi esponenti del Nuevo Cine Latinoamericano, ha un’autorialtià personalissima e gira un film che fa dell’ironia la più potente e forse unica arma dei suoi protagonisti perdenti, rendendo persino l’inondazione una parentesi di scoperta e di possibilità. Sguardo, il suo, affilato e mai pedante, a partire dalle belle immagini dei titoli di testa che riassumono, con gli oggetti che galleggiano dopo l’alluvione, la vita degli umili protagonisti. Tra questi, non si possono non annoverare anche la provincia di Santa Fe e la sua Pampa umida, ben più di semplici ambientazioni. La dura critica al governo interessato solo ai voti e incapace di gestire le necessità del popolo è corrosiva e priva di didascalismi inutili e la comica odissea della famiglia Gaitán si conclude con una battuta diretta allo spettatore che è sia denuncia che maliziosa speranza. Dimenticato, ma da riscoprire. Meritatissimo vincitore del premio alla miglior opera prima alla Mostra del Cinema di Venezia.