Panique
Panique
Durata
100
Formato
Regista
Quando una donna viene trovata strangolata a Villejuif, la popolazione sospetta del misterioso e misantropo Hire (Michel Simon). Lui però sa chi è il vero colpevole e per incastrarlo cerca la complicità di Alice (Viviane Romance), giovane dirimpettaia di cui l’uomo è innamorato.
Da un bellissimo romanzo di Simenon, Duvivier costruisce un noir visivamente brillante (ottima fotografia e molte le inquadrature piene d’inventiva) e dalla scrittura che riesce ancora più dell’originale a sottolineare l’ambiguità di Hire. Qui è infatti un uomo che vuole talmente distanziarsi dalla società che rifiuta di collaborare con la giustizia pur avendo dalla sua prove inequivocabili sull’identità dell’assassino. Allo stesso tempo, è un uomo solo e straziato dai ricordi, che vorrebbe rifarsi una vita con la bella Viviane. Tenerezza e scontrosità si alternano nel caratterizzare un personaggio per nulla banale e difficilmente inquadrabile. Il film aggiunge anche una forte e indovinata dose di misticismo grazie alla figura della cartomante e agli interessi esoterici di Hire (entrambi assenti nel romanzo), che alimentano il senso di fatalismo di una pellicola che mostra uomini e donne pronto al linciaggio verso un compaesano considerato strano e sgradevole. Rispetto al romanzo, la sceneggiatura sviluppa di più la coralità dei personaggi, rendendo il finale ancora più spaventoso e crudele nella sua furia cieca. Ottime le prove del cast, con un Simon gigantesco e una Romance che dà vita a una femme fatale fragile ma spietata.